Wilco: A Ghost is Born

Nella noia di un pomeriggio domenicale, prendo il mio lettore mp3 e comincio a frugare tra i vari album; ne scelgo uno di quelli inseriti da mio fratello, A Ghost is Born dei Wilco, uscito nel 2004. Ne rimango piacevolmente impressionato, finalmente ho trovato qualcosa di nuovo che sia realmente nuovo, un album sperimentale, un sound originale, secondo me, un po’ di sano rock, tanto per dire al mondo che il rock non è morto, e soprattutto che non è quello che il popolo della MTV generation crede, non si tratta di motiveti banali, ripetitivi e insignificanti.
Pur basandosi su melodie semplici, nessuna delle 12 canzoni di A Ghost is Born risulta banale e/o noiosa. Lo trovo un album coinvolgente, al prinicipio caratterizzato da una certa malinconia, malinconia che acquisisce quel pizzico di vivezza che lo rende libero da uno schema prefissato.
Piacevole da ascoltare e originale, non mi stancherò di ripeterlo, perchè ne sono entusiasta, mi sono finalmente reso conto di poter trovare qualcosa degno di essere ascoltato con attenzione senza dover a tutti i costi scavare nel passato, ormai remoto. Certo, continuerò ad essere preso per pazzo, per il semplice fatto di ascotlare musica sconosciuta ai più, musica che la TV non passa e non passerà mai, se non tra dieci anni in una di quelle insulse trasmissioni del tipo A night with.
Concluderei riportando un commento tratto da AMG, All Music Guide:
A Ghost Is Born confirms what old fans and recent converts already know — that Wilco is one of America’s most interesting and imaginative bands — and it’s brave and compelling listening. But if you’re expecting another genre-defying masterpiece, well, maybe we’ll get one of those next time.

Harry Potter e il Calice di Fuoco

Free Image Hosting at www.ImageShack.usHola, ieri sono andato alla prima di Harry Potter e Il Calice di Fuoco, ovvero il quarto episodio della famosa saga inglese di J.K. Rowling (grazie al mio amico Alex che ci ha procurato i biglietti!). Ero abbastanza riluttante all’idea di vedere questo film, come lo ero per Il prigioniero di Azkaban (che infatti non ho visto) e gli altri due (entrambi visti, il primo al cinema, il secondo in tv); di motivi per non andare ne avevo più di uno.

Ho cominciato a leggere Harry Potter quando praticamente non lo conosceva nessuno; mio zio mi regalò La camera dei segreti diversi anni fa e lo apprezzai molto, pur non capendo molte cose: solo dopo scoprii l’esistenza di un primo episodio, La Pietra filosofale, che mi affrettai a comprare al più presto. All’uscita del Prigioniero di Azkaban, il maghetto con gli occhiali cominciava a diventare famoso anche in Italia, finchè dovetti prenotare molti giorni prima la mia copia de Il Calice di fuoco, che divorai in poco tempo. Solo che qualcosa era cambiato, sarà stato che nel frattempo ero cresciuto, o più probabilmente il fatto che “HP” non era più “mio“, ma di un’immensa folla (soprattutto bambini), ma cominciai ad annoiarmi. Mi spiego: il libro era molto bello, più coinvolgente dei precedenti per certi versi, ma ormai era fenomeno di massa, e come tale ho cominciato a considerarlo sciocco e banale. Ed è per questo motivo (veramente stupido) che non ho comprato L’ordine della Fenice, con una certa aria di distacco mi sono convinto che ormai era tempo di cercare qualcosa di nuovo.
Ma cavolo, se già da qualche mese avevo pensato di andare in libreria e comprarlo per divorarlo come ai vecchi tempi, ora credo proprio che lo farò.
Ho apprezzato molto il film, ben realizzato, un plauso al regista Mike Newell (regista, tra gli altri, dello splendido Donnie Brasco); non mi lamento della fedeltà alla storia, che non deve essere sempre rigorosa per ovvi motivi tecnici, ma anche perchè questi film non sono trasposizioni dei libri, sono semplicemente tratti dai libri stessi; ad ogni modo non c’è poi da ridire sulla fedeltà al testo, considerando anche che alcune scene sono state sicuramente tagliate per motivi di tempo.
Non sono molto bravo nel recensire film, ed infatti questo post non è una recensione, ma una semplice accozzaglia di considerazioni. Il film è carino, vale la pena di vederlo.
Il difetto più grande è il doppiaggio in italiano. Premettendo che i film andrebbero visti tutti in lingua originale (non c’è paragone), questo doppiaggio lascia davvero a desiderare, le voci sono, a parer mio, inadatte e molto spesso non rendono bene le espressioni e i sentimenti relativi alle varie situazioni.
E’ un film piacevole, sia per gli appassionati sia per chi non conoscono o non apprezzano particolarmente Harry Potter, perchè, come per Il Signore degli Anelli (con le dovute proporzioni) la trama la fa da padrone, è la storia (originale ed avvincente) che di per sè rende il film non solo gradevole ma degno di svariati apprezzamenti.
Buona visione

Ricominciamo!

‘Sera
Ho deciso di riprovarci, avevo un’idea che mi frullava per la testa da un bel po’ e oggi ho deciso di metterla in pratica: mettere su un altro blog. Dopo il misero fallimento del primo spero di fare qualcosa di meglio, e soprattutto di aggiornarlo un po’ di più.
A dire il vero non so perchè scrivo questo post, tanto nessuno mi conosce qui…vabbè è giusto un post inaugurale, giusto per rompere il ghiaccio.
Non mi pongo limiti riguardo le tematiche, parlerò di quello che passa per la mia mente malata, dalla A di abecedario alla Z di zanzibar, o almeno credo, bisogna vedere se poi riuscirò a portare avanti questo ammasso di html. Nel frattempo smanetto un po’ con le impostazioni.
A presto