Wilco: A Ghost is Born

Nella noia di un pomeriggio domenicale, prendo il mio lettore mp3 e comincio a frugare tra i vari album; ne scelgo uno di quelli inseriti da mio fratello, A Ghost is Born dei Wilco, uscito nel 2004. Ne rimango piacevolmente impressionato, finalmente ho trovato qualcosa di nuovo che sia realmente nuovo, un album sperimentale, un sound originale, secondo me, un po’ di sano rock, tanto per dire al mondo che il rock non è morto, e soprattutto che non è quello che il popolo della MTV generation crede, non si tratta di motiveti banali, ripetitivi e insignificanti.
Pur basandosi su melodie semplici, nessuna delle 12 canzoni di A Ghost is Born risulta banale e/o noiosa. Lo trovo un album coinvolgente, al prinicipio caratterizzato da una certa malinconia, malinconia che acquisisce quel pizzico di vivezza che lo rende libero da uno schema prefissato.
Piacevole da ascoltare e originale, non mi stancherò di ripeterlo, perchè ne sono entusiasta, mi sono finalmente reso conto di poter trovare qualcosa degno di essere ascoltato con attenzione senza dover a tutti i costi scavare nel passato, ormai remoto. Certo, continuerò ad essere preso per pazzo, per il semplice fatto di ascotlare musica sconosciuta ai più, musica che la TV non passa e non passerà mai, se non tra dieci anni in una di quelle insulse trasmissioni del tipo A night with.
Concluderei riportando un commento tratto da AMG, All Music Guide:
A Ghost Is Born confirms what old fans and recent converts already know — that Wilco is one of America’s most interesting and imaginative bands — and it’s brave and compelling listening. But if you’re expecting another genre-defying masterpiece, well, maybe we’ll get one of those next time.

Leave a Comment

Nome (richiesto)

e-Mail (non sarà pubblicata) (richiesta)

Website

Comment