[Scuola] L’ultima eredità della Istruzione made in Moratti

Il governo Berlusconi, nonostante la non rassegnazione dell’ex premier, pur essendo finito da oltre un mese, continua a portarsi dietro pesanti strascichi.

L’Istruzione è stato uno dei cavalli di battaglia della CdL, una presenza costante durante la campagna elettorale, eppure sembra proprio che il governo precedente abbia completamente abbandonato questo caposaldo del programma.

Già, perché per quella che non definirei una pura casualità, non sono stati stanziati i circa 50 milioni di euro destinati al compenso dei professori. E come se ciò fosse cosa da poco, nessuno si è preoccupato della coincidenza del voto referendario del 26 Giugno con la data della III Prova dell’Esame di Stato. Stesso giorno.

E così, il nuovo ministero ha deciso di anticipare la III Prova d’esame al 23 Giugno. Con grande entusiasmo dei maturandi, tra cui, guarda un po’, ci sono anche io. Avrò, anzi, avremo una 3 giorni di fuoco, senza poter tirare fiato: 21, 22, 23 Giugno, perché molte scuole, come di consueto, svolgono la funzione di seggio elettorale. L’anticipazione non riguarda gli studenti dei licei artistici e istituti d’arte, poiché la seconda prova scritta si svolge in più giorni.

Concludo ringraziando di cuore il governo uscente, l’ex Ministro dell’Istruzione Letizia Moratti e tutti gli altri coinvolti [credo anche il Ministro degli Interni]. Grazie sentitamente, per questo bel regalo che ci avete fatto.

I maturandi ringraziano ancora: ci sentiamo veramente presi in considerazione. E meno male che le attenzioni maggiori dovrebbero essere rivolte ai giovani. Ah beh.

Deluso e amareggiato.

[Politica] Elezioni Amministrative: debacle del centro-destra

da Repubblica.it


Il centrodestra conserva solo la Sicilia con Cuffaro, e si tiene a fatica Milano con la Moratti. Il centrosinistra vince nelle grandi città, prevale nei comuni minori e strappa al Polo Arezzo, Grosseto, Benevento, Crotone e la provincia di Reggio Calabria. Nel complesso, nei 23 comuni-capoluogo in cui si partiva da un rapporto di 12 a 11, i rapporti di forza si rovesciano: ben 14 all’Unione, solo 4 al Polo e 5 destinati al ballottaggio.

Ed ecco un po’ di cifre [fonte Ansa.it]:

ROMA, 30 MAG - A spoglio ultimato, Cuffaro della CdL e’ confermato presidente della Regione Sicilia e a Milano Letizia Moratti diventa sindaco di Milano.Cuffaro ha battuto con il 53,08% Rita Borsellino (41,63%). L’ex ministro Moratti ha sconfitto con il 52% Ferante (47%). Tre riconferme per il centrosinistra che ha conquistato le altre tre grandi citta’ - Roma, Napoli e Torino -con Veltroni (61,4%), Rosa Russo Jervolino (57,8% ) e Sergio Chiamparino (66,6%). In 45 comuni si tornera’ a votare tra 15 giorni.

I numeri parlano abbastanza chiaramente, mi sembra. L’unica sconfitta rilevante è quella della Regione Sicilia, nonostante un’ottima crescita della Borsellino, ci si aspettava qualcosa di più.

Pessima la candidatura di Rocco Buttiglione a Torino, dove occorreva un candidato più credibile per battere il “fenomenoChiamparino: 66,6% mica bau-bau-micio-micio.

Che dire di Veltroni dato dalla destra come perdente annunciato, ex-sindaco: 61,4% contro un 37,1% di Giovanni Alemanno.

Milano non è più la roccaforte del centro destra, la cui posizione è stata messa fortemente in discussione: vince Letizia Moratti con 5 punti di vantaggio sull’avversario Ferrante.

Veniamo alla mia Napoli. Rosa Iervolino Russo è rieletta al primo turno con il 57% contro il 37,8% del candidato della CdL Franco Malvano, ex questore della città: mica cozze e vongole. Misero 3,5% per Marco Rossi Doria e la sua sfida impossibile, sconfitto in partenza. Irrilevante, quasi divertente lo 0,6% di Salvatore Lauro. [fonte ZooPolitoco.it]

E ora dateci solo un po’ di tregua. In bocca al lupo a tutti i sindaci, e auguriamoci un’intesa da ambo le parti a vantaggio delle città e dei cittadini: ne abbiamo bisogno, davvero.

[Europa] Tassare email e SMS

fonte: Zeus News , Punto Informatico

L’Europa ha bisogno di fondi: dal 2008 dovrà cambiare il sistema con cui si finanzia e servono proposte. Una di queste, attualmente al vaglio di un gruppo parlamentare a Bruxelles, è la tassa sugli SMS e sulle email. La proposta viene dal francese Alain Lamassoure, membro del Partito Popolare Europeo e consiste in questo: 1,5 centesimi per ogni SMS e 0,00001 centesimi per ogni email, se inviati tra nazioni differenti. L’eurodeputato spiega: “Una piccola tassa su un SMS da Parigi verso un’altra città francese potrebbe essere imposta dal governo francese, ma delle tasse su email o SMS da Parigi a Roma potrebbero essere destinate al bilancio dell’UE”.

Proposte del genere non sono nuove, come si legge negli articoli di Zeus News e Punto Informatico, ma l’assurdità resta.
Non si tratta della cifra in sé, ma di una questione che definirei “di principio”. È inammissibile una proposta del genere, che rappresenterebbe un’involuzione di proporzioni gigantesche. Internet non può e non deve essere tassata, né tanto meno gli sms. Oltretutto il funzionamento di email e sms non giustifica una tassa.

Ho io una proposta per rimpinguare le casse dell’Unione Europea: tassiamo tutte le stronzate sparate dagli europarlamentari, sai quanti soldi…perché, signori della giuria, trattasi di stronzata, o se preferite, vaccata.

Primo voto

Comincio a sentire il peso dei miei diciotto anni. Ma anche no.
Per la prima volta ho esercitato il mio diritto di voto, nonché dovere civico, votando per le amministrative di Napoli: sindaco e municipalità. Che altro aggiungere: uau.

[Energia] H2pia: non solo futuribile (?)

Aggiornamento 15/12/07: questo post non rispecchia più la mia idea in fatto di energia rinnovabile e soluzioni energetiche. All’attuale condizione tecnologica ed economica, de facto, investire sul nucleare è l’unica soluzione realmente concreta.  

Da Repubblica.it

H2PIA è una città nella quale gli abitanti producono da soli l’energia che consumano, una comunità di individui che vivono di idrogeno e che dividono spazi comuni nei quali creano, immagazzinano e consumano energia pulita e rinnovabile. H2PIA è la prima città al mondo interamente ad idrogeno, un’isola felice, e anche un progetto da realizzare. Un’utopia? Sembrerebbe di no: la costruzione di questa città prenderà il via nel 2007 in Danimarca ma il luogo esatto è ancora da decidere. […]
Il centro nevralgico della città è H2PIA Public. Immediatamente fuori dal centro urbano vengono posizionati pannelli solari e turbine a vento che forniscono energia ed idrogeno per la città. L’energia rinnovabile, solare ed eolica, viene distribuita direttamente agli abitanti. Quella in eccesso viene immagazzinata per essere poi trasformata in idrogeno quando sole e vento scarseggiano. Public è proprio il luogo dove avviene questa trasformazione, è lo svincolo per l’acquisto, la produzione e la distribuzione di idrogeno ed energia. Contiene una centrale di riscaldamento combinato e un impianto di produzione elettrica fatto di celle a combustibile. Qui è possibile anche fare il pieno di idrogeno per le automobili che sfruttano l’impianto a fuel cell. Altro luogo importante della città è H2PIA Share dove si trovano negozi, uffici pubblici e aree di ricreazione. Rappresenta il borgo della città, il villaggio commerciale. […]
Dietro al progetto di H2PIA si nasconde un team di giovani aziende e di istituzioni danesi che condivide una visione comune di società. Una società basata sul principio di libertà, dove gli abitanti non dipendano dal petrolio, e si servano di energia pulita, ovvero l’idrogeno è prodotto da sole e vento.

Interessante, senza dubbio. Entusiasmante per certi versi; scoraggiante per altri.
Le fonti di energia pulita di cui fruirebbe la cittadina di H2pia sono, infatti, una realtà concreta già da un po’ di anni. Effettivamente, il costo dei pannelli fotovoltaici è ancora troppo elevato rispetto al guadagno, e un singolo privato, generalmente, non ha interesse alcuno a investire cifre del genere. Ma la questione su cui vorrei riflettere è un’altra.Le fonti rinnovaibili pulite esistono, sono state individuate, sono state in minima parte sfruttate, sono state collaudate. E allora? Che aspettiamo?

Sarà l’idealismo proprio della tardo-adolescenza, ma non sopporto l’idea che non si possa investire in ricerche e realizzazioni sulle fonti rinnovabili, perché i colossi del petrolio crollerebbero. Mi rendo conto che le leggi del mercato impongono una situazione del genere, e che queste battaglie da Novella 2000 sono insignificanti quanto patetiche, ma in fin dei conti noi mediocri abbiamo ragione.
I consumatori sono sempre sul rischio di collassare, tra crisi in Medioriente, crisi sudamericana, risorse in esaurimento, e il resto delle cause le lascio a chi di competenza. Le opportunità di voltare pagina esistono, sono ad un passo dalla concretezza, ma dobbiamo fare da spettatori coinvolti (fino al collo) nel kolossal intitolato “Addio petrolio” finché non apparirà la fatidica scritta “The end”.

H2pia è, a mio avviso, con tutta probabilità, un’altra di quelle incredibili iniziative che si propongono di cambiare il mondo, destinate puntualemente a cadere nel dimenticatoio in brevissimo tempo; un po’ come le auto ad idrogeno, o il più recente biodiesel (altro spettattore del film). Lodevole, interessante, azzardo rivoluzionario, questo progetto non produrrà alcun effetto, né in Europa né oltreoceano, né in Italia, Paese in cui c’è gente che si oppone all’eolico perché deturperebbe l’ambiente, la più ridicola e patetica delle scuse.

Non sono un economista, né un sociologo, né un esperto di energia fotovoltaica, eolica o quant’altro, ma serve poco per capire che se non si investe in qualcosa di concreto la situazione globale si complicheà enormemente. Convertire completamente l’energia al momento utilizzata non è certo impresa facile né poco costosa, ma (e qui potrei spararla grossa) raggiungere quota 30% di energia rinnovabile in Italia entro (la butto a caso) il 2011, sarebbe un buon passo in avanti. Con l’aiuto di Santa Wikipedia snocciolo qualche dato.

Il 70.5% del fabbisogno di energia elettrica dell’Italia è ricoperto dalle centrali termoelettriche, che bruciano combustibili fossili, la maggior parte dei quali importati dall’estero. Le fonti rinnovabili di energia, vale a dire droelettrica, geotermica, eolica e fotovoltaica ricoprono il 16% del fabbisogno, il restante 13% è ricoperto da energia importata in maniera diretta dall’estero.
Oltre il 50% delle centrali termoelettriche sono alimentate da gas naturale, il resto è alimentato da derivati del petrolio, carbone e in minima parte da gas derivati.
Tra le fonti rinnovabili “predomina” l’idroelettrico, scarseggia il geotermico (Toscana) e sono irrisorie le percentuali di energia eolica e solare, al di sotto dell’1%. Con alcune difficoltà prendono piede i termovalorizzatori, che producono energia attraverso la combustione dei rifiuti (urbani o industriali).
Dato quanto mai scioccante è che L’Italia è il primo paese al mondo per importazione di energia elettrica (fonte dati IEA Key World Energy Statistics 2005. “Tale importazione avviene da quasi tutti i paesi confinanti, anche se l’aliquota maggiore è quella proveniente dalla Francia e, a seguire, dalla Svizzera.” E ancora “Buona parte di questa energia (in particolare gran parte di quella “francese”) viene prodotta con centrali nucleari.” Infine “Considerando sia i combustibili che l’energia elettrica importata, l’Italia dipende dall’estero per l’82% della propria energia elettrica”.

Eolico e solare non ricoprono neppure l’1% del fabbisogno energetico italiano. Praticamente, azzardo ancora, in Italia non esistono, o almeno se non ci fossero non ne sentiremmo la mancanza. Non desidero neanche lontanamente entrare con questo post nel merito della questione economica riguardo ai costi dei combustibili, dell’energia importata, della manutenzione degli impianti. A dire il vero non ho ben chiaro dove voglio arrivare. Ah sì, al fatto che noi non produciamo energia pulita, e che l’unica soluzione proposta (da un numero esiguo di persone) è il nucleare, una soluzione ormai obsoleta, sia per il costo del materiale fissile (che tra le altre cose è in esaurimento se non erro) sia per l’elevato rischio sismico del territorio italiano, che non consente la pianificazione di una centrale nucleare. E se da quasi 20 anni non si costruiscono più centrali nucleari nel mondo, un motivo ci sarà, e non è certo esclusivamente per il disastro di Chernobyl.

Mi accorgo che partendo da una notizia mi sono perso in un volo pindarico di discrete proporzioni e che questo post, di fatto, risulta essere confuso e male impostato. Più che altro, si tratta di una riflessione che volevo condividere, sperando in qualche replica illuminante.
Il succo è: per passare dal futuribile al concreto, quanto tempo occorre? Dobbiamo realmente attendere la fine dell’età del petrolio?

E il benzinaio stamattina segnava 1.42€/litro.

[Arte] Tiziano e il ritratto di corte, da Raffaello ai Carracci

Ieri sono, finalmente, andato al Museo di Capodimonte per vedere la mostra in questione, un appuntamento a mio avviso imperdibile. Più che vedere, ho assaporato, ne sono rimasto incantato, estasiato.
La mostra annovera tra le sue opere dipinti provenienti dai principali musei europei e qualche museo d’oltreoceano.

Protagonista non assoluto è Tiziano Vecellio (1490, Pieve di Cadore - 1576, Venezia), probabilmente il massimo esponente della pittura veneziana del glorioso Rinascimento. [Biografia]

Con l’espressione “protagonista non assoluto” mi riferisco al fatto che oltre alle 35 opere dell’artista veneziano vi sono opere di numerosi artisti del panorama rinascimentale: Raffaello, Giorgione, El Greco, i fratelli Agostino, Annibale e Ludovico Carracci, Parmigianino, Pontormo, Veronese, Tintoretto, Bronzino, Salviati, Correggio e tanti altri.

Il tema della mostra è la ritrattistica di corte, uomini e donne, papi e cardinali, letterati e musicisti, artigiani e commercianti di fama. Risaltano ottimamente le differenze tra gli stili dominanti, con una particolare distinzione tra la scuola fiorentina, che predilige il disegno, e la scuola veneziana, che con Tiziano predilige una pennellata più veloce, un maggiore senso del colore.

Protagonista assoluto è l’uomo, l’individuo, il singolo nella sua unicità, al centro del mondo. La disposizione delle opere non è affatto casuale, e oltre ad essere divisa per categorie [Tiziano per i Farnese, I volti del potere, L’immagine del sapere, L’aristocrazia, La rappresentazione degli affetti, La seduzione], mette in luce l’influsso crescente dei fiorentini sui veneziani e viceversa, e soprattutto l’influsso dei fiamminghi, visibile nelle rappresentazioni più dettagliate dei paesaggi di sfondo, nella minuziosità dei particolari.

Particolarmente interessanti le differenze stilistiche tra Tiziano e Raffaello. Subito evidenti appare l’impostazione dei ritratti e l’uso del colore; nei ritratti del veneziano prevalgono i colori scuri, i toni cupi, mentre in Raffaello prevalgono colori caldi, splendenti. Il confronto visivo rafforza l’dea: ecco il ritratto del cardinale Alessandro Farnese, futuro Papa Paolo III secondo Tiziano e secondo Raffaello [questa immagine è di bassa qualità e non rende al meglio la bellezza del colore raffaellesco].
Molte e suggestive le simbologie presenti nei dipinti, dai guanti di pelle indice di nobiltà ai vari oggetti indicanti la professione del soggetto del ritratto.

Certe storie si scrivono con un pennello meglio che con una penna” recita lo slogan della mostra. E non poteva essere altrimenti: l’insieme dei dipinti scelti mostra uno scorcio di storia rinascimentale, un quadro storico suggestivo, ma anche, alle volte, raccapricciante. Basti pensare al dipinto di Agostino Carracci, raffigurante Arrigo peloso, Amon nano, Pietro matto, che mostra le brutture della società cortese, in cui individui malformati sono assunti come buffoni di corte, oggetti di scherno e inferiorità.
Ma è anche la storia di donne, lontane dalla posizione della società moderna, ma non più schiave dei tempi medievali; la donna assume importanza, prestigio, potere, vitalità. E proprio per queste ragioni, alla donna è dedicata l’ultima sezione della mostra, sezione che trova il suo apogeo nella Danae di Tiziano.

Più delle parole può la vista, non mi dilungo oltre per non togliere col mio scrivere fascino ad un evento di grande rilievo, che ormai volge al termine dato che la mostra chiude il 4 Giugno, salvo ulteriori proroghe. Chi ne ha la possiblità dovrebbe visitarla, difficilmente ne rimmarrebbe deluso. Colgo, inoltre, l’occasione per ricordare che il Museo di Capodimonte dispone di una grande quantità di opere di altissima qualità, un tesoro spesso messo in ombra.

Link utili:
Tiziano e il ritratto di corte - da Raffaello ai Carracci
Museo di Capodimonte
Museo di Capodimonte (Wikipedia.it)

I dipinti sopra riportati sono rispettivamente:

  1. Tiziano Vecellio - Danae (1545 ca.), olio su tela, cm 118,5 x 170, Napoli, Museo Nazionale di Capodimonte
  2. Raffaello Sanzio - Ritratto di Baldassarre Castiglione (1514-1515), olio su tela, cm 82 x 67, Parigi, Museée du Luvre

[Politica] A.A.A. Educazione cercansi

Senato, gazzara della Cdl contro i senatori a vita


ROMA - Sfilano tra fischi e insulti. “Necrofori”. “Venduti”. I sette senatori a vita pagano a caro prezzo la scelta di votare la fiducia al governo Prodi. “Hanno fatto qualcosa di immorale” tuona Silvio Berlusconi. La Cdl scatena una gazzarra che accompagna i sette mentre sfilano davanti al banco della presidenza. Una gazzarra che non risparmia nessuno, nemmeno l’ex capo dello Stato Carlo Azeglio Ciampi. Tantomeno Giulio Andreotti che la Cdl aveva portato come candidato alla presidenza al senato. “Venduto” anche lui.


Non ho parole.