Hunziker: «Non faccio l’amore da un anno»

fonte: Corriere.it

MILANO - Michelle Hunziker non fa l’amore da un anno e vorrebbe innamorarsi di nuovo. Lo ha confessato la presentatrice svizzera 29enne al settimanale «Donna moderna». Ma la situazione è ancora peggiore: non solo non fa sesso da un anno, ma avrebbe ricevuto addirittura due-rifiuti-due in pieno viso. Uno da un ragazzo che si è dichiarato gay (e passi…), ma l’altro da un uomo che ha apertamente rifiutato l’ex fondo schiena perfetto della pubblicità dell’intimo di «Roberta». E no, questo non può passare sotto silenzio.

O cielo, no! E adesso come si fa. Che sia giunta l’Apocalisse? Moriremo tutti? È la definitiva debacle della razza umana?
Ma anche no. Dico, ma chi se ne frega se la Hunziker non fa l’amore da un anno. Tralasciando il fatto che ogni anno rilascia dichiarazioni del genere (per cui si potrebbe dedurre che l’astinenza della Hunziker sia molto più lunga), mi stupisco come un quotidiano come il Corriere possa dare spazio ad una notizia del genere.

Anche se, a pensarci bene, anche il mio autorevole blog ne sta parlando; beh, autorevole, si fa per dire.

Let me take you down

Giornata di quelle pervase dalla noia che avanza, persiste fino a sera.
Sveglia alle 7:00, un’eternità per doccia, colazione, vestirsi, denti, capelli, lentine. Imbottigliato in un traffico allucinante da primo giorno di scuola per mezza città. Traffico sì e quando di parla di traffico, il puro logos ti invita a dedurre che devi correre: affanno, ansia, pioggia. Entri nel treno in partenza, ma il treno non parte; si cambia treno, riesci perfino a sederti, certo, prima di scoprire che il sedile è bagnato. Tre, forse quattro fermate e si cambia di nuovo treno. Infine si arriva, inaspettatamente in anticipo, prendi posto, aspetti finché non ti comunicano che la prof. è assente, bloccata dal maltempo. Due ore a girarsi i pollici, poi due ore e mezza di Analisi. E poi il lungo ritorno a casa, ore 15:00, pranzo veloce. Ore 17:00, scuola guida, interminabile lezione causa ritardo dell’istruttore, esame rinviato a data indefinita. A casa giusto il tempo di una Strawberry fields forever del gruppo che mi ha cambiato la vita. Sì, la solita musica, ma francamente mi interessa poco del giudizio altrui sulle mie passioni, sui miei interessi, specie se poi è vietato muovere critiche costruttive su questo o quello, perché tanto non ci sono ragioni.
Domani sarà sicuramente una giornata migliore e meno noiosa, qualunque cosa faccia. O per lo meno andrò a dormire con questa convinzione.

P.S. Anche oggi di fronte ad un vecchio progetto, coccolato per tanto tempo e perso nel tempo, per un non ben precisato motivo. Potrebbe essere il caso di rimmetere su di esso mani, idee, creatività e passione, per l’ennesima volta. Qualsiasi cosa, ma sento che non devo smettere di crederci. Giuro che non lo farò.

The Who - Baba O’Riley

Blogger si rifà il look

Finalmente Blogger prende la strada del rinnovamento. Da quando la piattaforma è stata rilevata dal gigante Google non ci sono stati grosse novità, praticamente nessuna. Blogger già da tempo non era più al passo coi tempi e, personalmente, ho cominciato ad accusare un po’ di frustrazione nell’apportare anche le più semplici modifiche, causa tempi raddoppiati per tutte le operazioni.
Ecco in soccorso Blogger beta, dal cui nome si deduce che il servizio è ovviamente ancora in fase di beta testing, ma sono già presenti grosse novità.
Bisogna accontentarsi della lingua inglese per il momento, ma non è certamente un problema. Subito si nota una maggiore velocità nel pubblicare i post e soprattutto nel ripubblicare il blog. Dimenticavo di sottolineare che l’accesso a Blogger beta è possibile solo disponendo di un account gmail; è comunque possibile convertire il vecchio account Blogger in un account @gmail, così da trasferire un blog dalla vecchia alla nuova piattaforma.

La sezione Template sembra, per ora, quella su cui più si è lavorato. Per usufruire della nuove funzionalità (che se non vado errato sfruttano Ajax) occorre aggiornare il proprio template, il che comporta la perdita di quasi tutte le modifiche apportate al sorgente. È possibile trascinare gli elementi della pagina, crearne di nuovi e modificare i preesistenti senza dover necessariamente intervenire sul codice (operazione che ovviamente è consentita). In questo modo i tempi si dimezzano e si riducono i margini di errore.

Il sistema di caricamento immagini è più preciso e veloce. Il menu Font and Colors permette di modificare i colori degli elementi del blog in maniera rapida e intuitiva.

Al fondo di ogni post noterete la presenza delle tanto agognate categorie (labels=etichette): credo sia giunta ora di dire addio a quelle maledette parentesi quadre che usavo per definire ogni post.

Confido che da qui al rilascio della versione definitiva siano effettuate altre importanti modifiche. Nel frattempo mi godo le nuove funzioni. A presto

[Cronaca] L’Italia è il regno dei cognomi

Riporto una notizia tanto curiosa quanto inquietante.
fonte: Corriere.it
L’Italia è il regno dei cognomi
Con circa 350mila, è il Paese con la maggiore varietà di nomi di famiglia. Ma ci sono popoli che se la cavano benissimo senza


SHANGAI (CINA) – Avranno un bel daffare gli imprenditori e i politici italiani impegnati in questi giorni nella missione diplomatico-commerciale in Cina. Stringeranno le mani di numerose persone dal cognome identico; e, visto che «i cinesi si somigliano tutti», ci vorrà una bella memoria, una volta rientrati in patria, per associare un volto a un biglietto da visita, soprattutto se su di esso compariranno nomi quali Li o Wang. In Cina è una vera emergenza: nell’ex Celeste Impero esistono circa 700 cognomi, già di per sé pochissimi; in più, i cinesi hanno la «brutta abitudine» di abbinarli ad appena una ventina di nomi, pur esistendone molti di più. Lo stesso governo, vista la povertà di cognomi, ha chiesto alla popolazione di usare più fantasia nell’attribuire nomi ai figli, ma i risultati latitano. A Shangai, un abitante su dieci fa Zhang di cognome. Banche, scuole e uffici postali denunciano seri problemi di registrazione dei dati. Le generalità più diffuse nella capitale economica cinese sono Chen (cognome) e Jie (nome che siginica «puro»); ce ne sono circa 4mila, secondo quanto riferito dalla Bbc. Uno di loro ha rivelato al quotidiano Shangai Daily di ricevere costantemente le lettere indirizzate a un omonimo che abita al suo stesso indirizzo, ma due piani sopra. Va peggio a Pechino, dove circa un abitante su cinque fa di cognome Wang. Non stupisca sapere che nel mondo il cognome più frequente è il cinese Li. Molti ricorderanno inoltre come nel 2002 il cognome cinese Hu sorpassò nell’elenco telefonico del capoluogo lombardo il «milanesissimo» Brambilla.

ITALIA, REGNO DELLA FANTASIA – Forse non tutti sanno che l’Italia, con circa 350mila cognomi differenti censiti, come riporta Wikipedia, è il Paese al mondo con la maggiore varietà di nomi di famiglia (terra di creativi anche in questo…). Secondo i dati rilevati dall’Istat, sommando i possessori dei dieci cognomi più diffusi, da Rossi a Greco, si copre all’incirca l’1% della popolazione nazionale. Invece, facendo la stessa cosa in Danimarca, da Jensen a Jørgensen, ben il 33%. I cognomi italiani più lunghi hanno 18 lettere, i più brevi appena due. L’origine dei cognomi nostrani è varia: per lo più derivano da nomi di persona, di luogo, da professioni o da soprannomi; in massima parte nacquero nel Medio Evo. Spesso, inoltre, è facile rintracciare la provenienza geografica di una persona a partire dal suo cognome: dimmi come ti chiami e ti dirò di dove sei. La cosa non può avvenire, ad esempio, in Turchia, dove, dopo la rivoluzione kemalista, tutti gli abitanti, fino ad allora privi di cognome, furono obbligati, letteralmente, ad inventarsene uno dalla sera alla mattina. Mustafa Kemal scelse «Atatürk», cioè «Padre dei turchi», e per legge nessun altro si potrà chiamare così.

QUI SPAGNA – Le cose si complicano in Spagna e nel suo ex impero. Oltre ad esserci un ridotto parco di cognomi, è viva l’usanza di dare al primogenito il nome del padre, e alla primogenita il nome della madre. Come distinguere, allora Juan García nonno da Juan García padre e da Juan García nipote? Facile, dando a ciascuno un secondo cognome, quello della madre. Solo la pura sfortuna (o il sadismo genitoriale) può creare «mostri» del tipo Arnau Arnau Arnau (Arnaldo – nome – Arnaldo Arnaldo – cognomi), o Dolores Fuertes de Panza («maltraducibile» in Dolori Forti coniugata Panza).

CHI NE FA A MENO – C’è anche chi sopravvive benissimo senza cognome. Come i tibetani e i giavanesi; per esempio, l’ex presidente indonesiano Sukarno si chiamava davvero Sukarno e punto. Non hanno cognome i membri di molte stirpi reali, come quella giapponese, oggigiorno al centro dei riflettori per il fiocco azzurro a corte. Caso a parte gli islandesi, fervidi sostenitori del «patronimico». In parole povere, se il signor Karl di Reykjavik ha due figli, Anna e Magnús, questi si chiameranno Anna Karlsdóttir (cioè figlia di Karl) e Magnús Karlsson (figlio di Karl).

Simone Bertelegni

[Cronaca] Morta Oriana Fallaci

fonte: Repubblica.it

FIRENZE - Oriana Fallaci è morta. La scrittrice e giornalista si è spenta la notte scorsa nella casa di cura “Santa Chiara” a Firenze. Aveva 77 anni. Da molti anni lottava contro il cancro da lei definito “l’Alieno”.

Muore oggi uno dei personaggi più controversi degli ultimi anni. Ho letto molti messaggi di addio, che in queste situazioni appaiono più squallidi che mai; di questi, quasi tutti ringraziavano la Fallaci per il coraggio e la determinazione con cui la giornalista e scrittrice fiorentina ha espresso le sue opinioni sullo scontro tra civiltà in corso.

Senza ombra di dubbio ho ammirato e tutt’ora ammiro l’ostinazione con cui ha sbattuto in faccia al mondo le sue idee, quell’ostinazione propria di chi è ben consapevole di ciò che afferma, di chi parla con convinzione e non per dare fiato alla bocca. Tuttavia, non posso che non condividere molte delle sue prese di posizione che, a mio avviso, sono totalmente dissennate seppur ben argomentate.

Ciò che invece ho avuto modo di apprezzare ed ammirare è stato il suo scrivere; uno stile impeccabile, piacevole, ottimamente elaborato. Posso affermare con decisione che a Oriana Fallaci devo molto per ciò che riguarda lo sviluppo del mio stile “letterario”, se così posso definirlo. In parole povere, leggendo i suoi articoli e il libro, regalatomi, La forza della ragione, ho avuto modo di crescere stilisticamente. Una scrittrice formidabile, davvero un’importante perdita per la letteratura.

Non ne condivido le idee, pur nel pieno rispetto, ma ne continuo ad apprezzare le doti giornalistiche e letterarie. Sotto questo punto di vista, si tratta sicuramente di un modello da seguire.

NewNuma: The return of Gary Brolsma!

Era diventato famoso con questo video amatoriale, ideato per gioco e inserito sul suo sito web. Un incredibile quanto inaspettato successo lo aveva condotto al silenzio e al “ritiro dalle scene” quando tv e giornali bussarono alla sua porta. Prontamente ravvedutosi, Gary Brolsma [che gode anche di una citazione su Wikipedia], diciannovenne del New Jersy, ritorna con una nuova playback-dance. A scopo di lucro.

Eh già, Gary nel frattempo ha maturato un certo fiuto per gli affari e ha deciso di trasformare la sua popolarità in denaro; o almeno ci sta provando. Nel nuovo video, che tra l’altro non è ormai né divertente né originale, Gary appare con una t-shirt personalizzata con la scritta NewNuma.com. Sì, perché il nuovo filmato, montato a dovere e lontano dalla qualità amatoriale della webcam, altro non è che il promo per il sito nuovo di zecca, NewNuma appunto.

Nel sito, semplice e immediato [insomma, nulla è stato lasciato al caso, anzi], è disponibile la versione mp3, la versione ad hoc per iTunes e, immancabile, il ringtone per telefono cellulare. E il contest lascia intendere che Gary abbia fatto le cose in grande. Del resto ci penseranno gli sponsor a pagare, oltre agli eventuali introiti per la vendita dei gadget.

Insomma, l’avversione alla popolarità iniziale sembra adesso non solo superata, ma anzi convertita in prospettiva di guadagno. Hai capito il cicciotto Gary…