Tra il passato e il futuro si pone sempre il presente e così gli studi cominciano a pressare e pesare, nonostante sia pienamente convinto della scelta che ho fatto (a breve sarò ufficialmente una matricola). Conseguenza ovvia è un minor tempo a disposizione, da distribuire preferenzialmente per le svariate faccende di routine; per adesso, è il mio caro blog, cui tengo davvero molto, a pagarne le maggiori spese, con post brevi, distanziati nel corso di due o tre giorni, poco elaborati e privi della mia personale e consueta passione di porre in parole pensieri, idee e quant’altro ritengo interessante, potenzialmente per lo meno. Assenze e impegni.
La vita universitaria porta con sé tanti altri aspetti positivi, tra cui meritano menzione nuovi stimoli e nuove conoscenze, magari presto nuove amicizie (senza mettere da parte le vecchie, ovviamente). Novità .
E tra gli stimoli non bisogna considerare solo quelli relativi al futuro studentesco e più in là (ma molto più in là , proprio tanto) professionale. C’è sempre qualche vecchio proposito ricoperto di polvere, accantonato in un angolo non illuminato per quello che doveva essere solo un momento, momento che come sempre dura un’eternità . E allora, forse, potrebbe essere l’occasione buona per rispolverare il vecchio pallino, un chiodo fisso messo da parte ma mai tramontato in maniera definitiva. In attesa di un deciso e decisivo impulso di creatività , non perdo tempo e do vita alla prima demo. Chissà , forse stavolta (e qui bisognerebbe contare tutte le volte in cui ho pensato e detto la stessa cosa) si tratta dell’occasione giusta per prendere carta e penna e rifinire un pugno di note. Ritorni.
Resta un solo punto da chiarire, gli Addii. Sospeso tra la vita e la morte, ogni giorno un’agonia, quando anche il gesto più semplice diventa difficoltoso, doloroso, estenuante. Movimenti impacciati, lucidità alterna, voce impastata, crisi di nervi indotti da un’evidentemente ormai cosciente condizione di prossimità della fine. Tutto questo assente fino a due mesi fa, ma facilmente immaginabile da tempo. Questa volta, però, il tempo mi è stato amico, mi ha dato l’opportunità di prepararmi all‘inesorabile per eccellenza, concedendomi di vivere una situazione così spiacevole con più serenità . Eppure, ora che i giorni si superano con fatica e angoscia, mi rendo conto di non essere poi così sereno come credevo. Quando andrà via soffrirò più di quanto avessi pensato. Ho capito che in fin dei conti non sono capace di stringere il cuore, non io, non adesso.
Per coinciliare questo miscuglio di emozioni contrastanti voglio condividere con i miei lettori (questa espressione mi ricorda vagamente il Calvino di Se una notte di inverno un viaggiatore) una canzone cui sono molto legato.
Si tratta di una canzone degli intramontabili Beatles, sì, sempre quei quattro di Liverpool che mi hanno cambiato la vita. La canzone in questione è I’ll follow the sun, dall’album Beatles for sale, 1964, album che molti considerano come il più scadente dei Fab Four. Su YouTube ho trovato un simpatico cartone animato, in inglese, avente come colonna sonora proprio la suddetta canzone. [Leggi il testo]

2 comments so far
Hai perfettamente ragione pity, ti giuro che da gorni dovevo lasciarti un commento per dirti che mi mancano i tuoi post che leggevo ogni giorno(o quasi). Che faccio, modifico il nome nei link del mio blog? Non sei più il mio “Quotidiano vivente”? Poi mi sarebbe tanto piaciuta una tua opinione sulla finanziaria 2007.
Bè magari da questo mio commento ti vien voglia di approfondire l’argomento.
Ciao buona notte e buona uni.
Un abbraccio
Ottobre 6th, 2006 at 22:20
Grazie Cl@, in effetti avevo pensato ad un post su una parte della finanziaria, ma per ragioni di tempo l’ho lasciato da parte. Volevo dire la mia sui Suv, magari più tardi…:P
Ottobre 6th, 2006 at 22:22
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