Già , credo che sia dovuto alla tensione per la prova di ieri, devo ancora smaltirla. A proposito, è andata molto diversamente da come pensavo, ossia discretamente. Non avrò certo il massimo della valutazione, ma almeno dovrei riuscire ad essere ammesso alla seconda prova.Mi sento stanchissimo, ho un sonno di quelli mostruosi, seguire le lezioni stamattina è stato tragico, almeno fin quando il solito deplorevole caffé da distributore (eh no, al bar c’è sempre troppa fila per i miei gusti) non è riuscito a rimettermi in sesto: con un sapore del genere come si fa a non prendere coscienza di quanto sia frentecia la vita universitaria.
Battutacce a parte, ora è arrivato il momento di studiare per bene, ma senza quell’ansia da Analisi: almeno per un po’ di tempo.
Ma soprattutto [*il blogger cambia espressione e tono di voce, esprimendo una certa soddisfazione ed un compiaciuto senso di liberazione*] è arrivato il momento di fare una visita al barbiere: capelli selvaggi addio, non vi ho mai amato. Ok, domani mattina quando scenderò di casa sentirò molto freddo alla testa, ma con la lana caprina al posto dei capelli non riesco proprio a starci.
Questi discorsi sono validi finché la sindrome da ingegnere non prenderà il sopravvento, cioè quando i capelli cominceranno a cadere, la pancia ad ingrossarsi, la vista a diminuire ancora. Senza dimenticare la valigetta di poliestere nera e la camicia a maniche corte dentro i pantaloni. Con cravattina nera, eh.
A presto, magari con un post più autorevole. Anzi no, al diavolo l’autorevolezza.

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