Gran bella giornata. Stamattina carriole di agitazione in attesa di conoscere l’esito della prima prova di Analisi. Un’ora di attesa snervante, conclusa con un sorriso del prof che dice «Tutto bene, non c’è niente da dire». Mi sentivo un po’ come Fantozzi che, colpito da una martellata di Filini nel bel mezzo della notte, trattiene le urla (di gioia nel mio caso) per non svegliare i campeggiatori.E non fa niente se non ho capito molto della lezione di oggi, la cosa più eccitante e soddisfacente e vedere gli sbruffoni bocciati. Sì, perché chi mi conosce sa che sono un pezzo di pane, ma un coglione che deride la mia difficoltà di fronte ad un esercizio, solo perché ho fatto il liceo classico, e millanta conoscenze matematiche oltre l’umana comprensione (nel senso che in realtà spara cazzate), non può passarla liscia. Ha avuto la lezione che si meritava. Mi dispiace, ma alcune persone hanno un’impellente necessità di imparare ad essere umili. Una volta tanto.
Perché è stato un buon giorno per morire? Lo scoprirete nel prossimo post, che fa molto fiction di Canale 5.

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