Music in the air

I corsi galoppano, lo studio si intensifica, lo sforzo pure. L’impegno non tocca la soglia del fancazzista. Purtroppo le difficoltà aumentano, si accumulano. Tutti i giorni abbasso la testa per l’avvilimento. Tutti i giorni la rialzo e la abbasso di nuovo, questa volta sui libri.Sono in ritardo per tutto, mi sembra che quelli intorno a me siano sempre al passo, svegli, freschi come un polaretto dolphin in una torrida giornata di agosto. Il corso apparentemente più facile si è rivelato ostico, complice un insegnamento che non è proprio il massimo della chiarezza e della serietà.

Dovrei parlarne con qualcuno, qualcuno dei soliti indispensabili noti, ma mi riesce complicato. E poi ogni volta che provo a spiegare le cose a voce combino sempre dei pasticci. Scrivere mi si addice di più, oltre ad essere tremendamente rilassante. Preferisco un paio di cuffiette, perdermi tra le note, confondermi con l’armonia.

Perché è favoloso cantare in mente e non accorgersi di star cantando ad alta voce, sentir mutare i lineamenti di un volto stanco e avvilito in un sorriso spontaneo, discreto e splendidamente sereno. Lo so, quando parlo di musica sfioro il patetico con un dito.

Ooh then I suddenly see you
Ooh did I tell you I need you
Every single day of my life

Leave a Comment

Nome (richiesto)

e-Mail (non sarà pubblicata) (richiesta)

Website

Comment