Le ultime due settimane avrebbero dovuto essere la mia quiete dopo la tempesta.
Contro ogni previsione, non è stato così. Mille rinunce non sono servite praticamente a niente, la lancetta dell’umore è sempre inamovibilmente puntata verso Pessimo. Perfino a 1500 metri di altitudine, altezza o altità sono arrivate incomprensioni, frustrazioni e sfuriate; per le ultime rivolgersi a chi millanta strabilianti abilità di guida con un fuoristrada 2.5 di cilindrata ma che si fa scarrozzare per tre giorni, con un totale di oltre 150 km, e poi ha anche il coraggio di criticare la vita sociale di questo o di quel paesino, che si chiami Bojano (leggasi Paesello delle trombate di campagna, tanto per parafrasare il consiglio di quel simpatico Carabiniere che ha dubitato della mia lucidità ) o Telese Terme. Andrebbe precisato che né il sottoscritto né qualcun altro svolge le seguenti professioni: autista, balia, dj, medico ospedaliero, puttaniere. Ciò nonostante, sembra essere un concetto ostile all’intelligenza altrui.
Da questo strazio mi salva colui il quale lancia una sfida di resistenza a suon di cocktail, ma crolla dopo mezzo B52, sostenendo con audacia che il Bayles liscio ha un intenso sapore di caffè. Per non parlare dei vani tentativi di conquistare il cuore di dolci e splendide fanciulle, tralasciando il non trascurabile dettaglio dell’età : la più grande avrà avuto 15 anni, roba da pedofilia di Studio Aperto. Almeno il tizio-crollato-dopo-mezzo-B52 si rende conto di essere un passeggero e non pretende di essere portato a levante piuttosto che a ponente. Eroico nei suoi deliri after dark, gli auguro in bocca al lupo per il suo futuro.
Si ringraziano le frecciate incandescenti più che pungenti del signor G. verso il tizio del fuoristrada, senza le quali gli scatti di ira si sarebbero moltiplicati alla maniera del Vangelo. Si ringraziano, poi, le tenaci mucche di montagna che per niente al mondo si spostano dalla strada al passaggio di una sempre più confortevole Fiat Bravo, ma anzi alle volte decidono di inseguirmi. In fondo, ho sempre saputo dentro di me che le mucche hanno un debole per me, ne ho avuto la conferma quando quella con le corna mi ha fissato intensamente senza batter ciglio nonostante i miei tentativi di investirla con cautela. Sfortunatamente, non nutro per le vacche lo stesso interesse che loro hanno per me: mi dispiace, ma neanche tanto.
Domani si parte per il mare, destinazione 3 km² di terra nel golfo di Napoli, altrimenti nota come isola di Procida, snobbata dai più in favore della caotica, ma bellissima, Ischia. E stavolta non fallirò.