Il castello errante di Howl

Il castello errante di HowlHo aspettato tanto tempo per decidermi a comprare il DVD. Purtroppo non ho potuto vederlo al cinema due anni fa, ma oggi ho finalmente scoperto un altro capolavoro di Hayao Miyazaki.

Dopo Laputa: il castello nel cielo, La città incantata e La principessa Mononoke ho un altro film d’animazione da consigliare a chiunque abbia voglia di vedere un bel film. Il castello errante di Howl si presenta con lo splendido biglietto da visita che contraddistingue le opere di Miyazaki: stile inconfondibile, disegni e colori splendidi, musiche incantevoli intrecciate con armonia intorno alle altrettanto incantevoli ambientazioni.

Infarcito come sempre di leggende popolari che sfuggono a noi poveri Occidentali, Il castello errante di Howl racconta del viaggio fantastico di Sofia attraverso un mondo conteso da magia, tradizione, realtà e sentimenti. Personaggi semplici ma incisivi, poco appariscenti ma con grandi ricchezze si susseguono in tutti le opere dell’autore (qui sceneggiatore: il film è tratto da un romanzo di Diana Wynne Jones) giapponese. Tuttavia, i personaggi sembrano essere più legati alla cultura nipponica, più sentimentalisti; l’amore è manifestato in maniera esplicita, non più velata come per Mononoke o La città incantata.

Tecnologia e tradizione, fantasia e realtà, amore e gelosia si confondono continuamente. Ciò che è certo, forte, deciso è il disprezzo verso la violenza, il conflitto, la follia della distruzione, sempre attuale pur essendo manifesta in tutti gli anime di Miyazaki.

Adoro Miyazaki per la serenità che mi trasmettono le sue opere, per il desiderio di rivedere un film non appena sia finito, per il sorriso che inducono personaggi buffi nei tratti e nelle movenze.

Credo di aver già trovato alcuni regali di Natale da smistare tra gli amici.

Qualche link:

Il castello errante di Howl Trailer

Joe Hisaishi - Itsumo Nando Demo (Always with me, da La città incantata)

L’Olimpo del trash #1

Inauguro quello che sarà un ciclo di post, un appuntamento imperdibile firmato Sunken eys (da leggere con tono austero).

L’Olimpo del trash è un titolo che lascia ben sperare. Cominciamo subito con un pezzo da novanta. A voi, mortali.

Prime impressioni su Gutsy Gibbon

Che il futuro è arrivato l’avevo già detto quattro giorni fa. Ora alcune considerazioni.

Per prima cosa, raccomando caldamente di non eseguire l’aggiornamento, ma di installare il sistema ex novo, come consigliato anche dalla comunità. Se è vero che non si può fare di tutta l’erba un fascio, è altrettanto vero che dei problemi possono verificarsi con molta probabilità. Ovviamente, non è necessario il backup dei dati se il disco è stato partizionato con criterio, separando /home e /root. Se proprio non potete fare a meno di aggiornare, disinstallate Compiz e Avant Window Navigator che creano spesso problemi e scocciature.

Avvertimenti a parte, l’installazione ex novo è sempre facile, veloce e stabile, l’aggiornamento è altrettanto veloce, preciso e solido come una roccia.

In così poco tempo ho avuto soltanto modo di apprezzare la resa dei caratteri, l’analizzatore Bluetooth, Xsane per l’uso di scanner, la nuova gestione delle stampanti. Mi servirà qualche altro giorno per conoscere ed apprezzare tutte le novità di questa nuova versione che dovrebbe proporsi come l‘anti-Vista.

Benvenuti nel futuro

Ubuntu 7.10 è arrivato. Il Pinguino oggi diventa più forte. Benvenuto Gutsy e benvenuti nel futuro :)

Domani si aggiorna.

Sito ufficiale di Ubuntu

Ho imparato che

Negli ultimi giorni ho imparato che

 

  • non bisogna diffidare dei lustrini della pubblicità della Gillette: il Gillette Fusion rappresenta davvero una nuova frontiera della rasatura maschile :)

  • non bisogna avere piena fiducia nel diritto di precedenza, specie quando ci si avvicina ad un’immissione autostradale: non tutti gli automobilisti conoscono il Codice della strada

  • non devo più difendere le amministrazioni comunali di sinistra sulla questione maltempo e peggio ancora sui rifiuti

  • non devo più prendere il caffè macchiato ai distributori dell’Università

  • non bisogna essere gentili ed educati con quelli dell’Avis, per lo meno non con tutti

Ciò detto, devo ancora sistemare questo template e credo che finché non ci riuscirò non scriverò niente degno di nota.