Come sei diventato blogger

Diciamolo: non aspettavo altro che essere invitato, quindi un grazie ad Alberto che mi passa questo simpatico meme.

Cosa ti ha spinto a creare un blog?

Informazioni più dettagliate si trovano nella pagina About di questo blog. Ho cominciato nel 2003, su Excite Blog, la peggior piattaforma per blog mai esistita. Perché? Perché la blog-mania italiana era all’inizio del boom e spinto da curiosità e voglia di comunicare mi ci sono buttato a capofitto.

 

Si chiamava Soundsgood, un blog infarcito di immagini gif e jpg che si occupava di musica. O meglio, avrebbe dovuto. In realtà gli spunti sono venuti a mancare dopo pochissimo tempo, le visite erano pochissime, i commenti ancora meno, i limiti tecnici infiniti. Ma soprattutto la qualità dei post era davvero scadente. Così, in preda ad un attacco di pudore, cancellai barbaramente tutti gli interventi scritti. Preciso: nessuno di essi era degno di nota, anzi.

Sono poi passato a Wordpress

In realtà sono passato prima a Blogger. Il 23 Novembre del 2005 davo vita a Sunken eyes, dando al blog un taglio più personale, più variegato.

 

La migrazione a Wordpress è avvenuta nell’Aprile scorso. Sì, sostanzialmente perchè Wordpress va di moda, ma mi sono bastati pochi giorni per comprenderne il successo. Tutto un altro mondo e c’è poco da aggiungere

Il tuo primo post?

Il primo vero post (su Soundsgood) è stato cancellato. Il primo post su Blogger è il classico squallido primo post con cui si rompe il ghiaccio. Ne ho già parlato qui.

Quello di cui vai più fiero?

Indubbiamente: Ma io da Napoli non me ne voglio andare. Non tanto per ciò che ho scritto, né per come, ma per l’importanza che ha avuto per me, per il blog e per tante altre persone. Nell’ultima infiammazione di una guerra mai terminata, Napoli e i Napoletani sono stati insultati, derisi, offesi, emarginati. In quei giorni, appena un anno fa sono stato offeso e accusato di non-si-sa-bene-cosa per il solo motivo di essere Napoletano. I media non davano certo consolazioni. Uno sfogo era più che necessario. Si è rivelato utile per tante cose e mi ha dato modo di conoscere altri blogger (leggi Alberto, Pasquale Orlando, il Pizzino, …) e di iniziare un progetto deludente tristemente fallito.

E quello di cui ti vergogni di più?

Ce ne sono tanti. Dalle pagelle dei mondiali di calcio a post di psuedo-politica, senza dimenticare deprimenti sfoghi personali e le noiose veline sulle Olimpiadi invernali. Ma il primo post resta inimitabile.

 

Come ogni meme, anche questo prima di autodistruggersi dopo 5 secondi dalla pubblicazione, si autoinvia ad altre persone, per esempio Gaspatcho, Tony, Giuseppe, Chaz, Sid (Sid e Chaz potrebbero averlo già fatto, ma al momento non riesco a visualizzare le loro pagine), Wizardguitar (che mi ha appena aggiunto nella sua blogroll :) )


Tigermilk

TigermilkUn post musicale era nell’aria da un po’ di tempo. Ho avuto modo di ascoltare molto Tigermilk negli ultimi tempi, un po’ per caso, un po’ per riscoprire un vecchio pallino.

Riscoprire è la parola esatta. Ho riscoperto un album che mi ha emozionato nella fase musicale più bella che abbia avuto fin’ora: avevo 17 anni quando ho lasciato cadere i pregiudizi per aprirmi a qualsiasi genere, qualsiasi artista, qualsiasi epoca. Due anni fa ho imparato a conoscere la musica, ad apprezzarla nel modo più interessante e Tigermilk è stato l’album dell’arrembaggio, un punto di partenza.

Risale al 1996, di provenienza scozzese. Parlo dei Belle and Sebastian, quattro ragazzi lanciati da sole 1000 copie, in vinile: sì, in vinile, nell’era del compact disc. Come dire, un successo non solo inaspettato, ma neanche sperato. Non mi dilungo su altri aneddoti, perché non mi interessano e perché non sono neanche ferrato in materia.

 

Quello che apprezzo, e ho sempre apprezzato, di Tigermilk è la semplicità che lo caratterizza. Dalle melodie agli strumenti, dalla voce alla chiarezza dei suoni. Mi riesce difficile credere che si tratti di un album di esordio, tanto che negli ultimi giorni sta crescedo sensibilmente la voglia di ascoltare altri album di un gruppo che ritengo sorprendente.

Semplice, ma sentimentalmente complesso: diretto, ingenuo, sincero, malinconico, spensierato, sognante, spietato. Liriche non certo banali, lineari ma profonde, riflessive, emozionanti. Tracce che si susseguono con armonia legate da una comune percezione uditiva che si divide tra inquietudine e tranquillità .

 

Ascoltare Tigermilk è scoprire un’altra faccia del Pop, l’ennesima di un genere troppo vasto per essere confinato in un vocabolo troppo piccolo, stretto. Sorrido pensando ad un post che non voglio linkare, scritto da una persona che non voglio citare, in cui si legge che la musica è morta da tempo e che l’originalità non si trova neanche a pagarla. Un pazzo, che non si rende conto di ciò che afferma con convinta superbia, ma soprattutto non sa cosa perde vivendo nella triste convinzione che la musica sia finita 30 anni fa. Non bisogna cercare troppo indietro per trovare un capolavoro, gli anni ‘90 ne sono pieni (così come il nuovo millennio) e Tigermilk ne è un esempio lampante. Capolavoro, reso ancora più straordinario dall’eccezionalità di un esordio perfetto.

 

da Mary Jo

Mary jo, living alone
Drinking gin with the telly on
She wants

The night to follow day and back again
She doesnt want to sleep
Well who could blame her if she wants?
The night to follow day and back again
She doesnt want to sleep
Well who could blame her, if she sleeps?

Cercasi Webmaster

In realtà le cose non stanno proprio così.

Ho bisogno di un collaboratore, un consulente, che sappia gestire e configurare un sito web basato sul CMS Jommla o equivalente, purché sia di facile utilizzo e gratuito. La collaborazione si intende a titolo gratuito, non avendo al momento, fondi da destinare a questo progetto in via di (ri)sviluppo.

Non ho pretese, non cerco esperienza decennale, ma qualcuno che sia anche agli inizi. Del resto, per chi è alle prime armi, la pubblicità il miglior compenso. Sostanzialmente, il lavoro da svolgere non è tantissimo, tutt’altro. Si tratta soltanto di dedicare un po’ di attenzione ad un sito web appena nato e a due admin poco avvezzi all’uso di Joomla, Plone, Drupal, Xoops e compagnia.

Se avete pietà di me e di Alberto, contattatemi con un commento a questo post o inviandomi una mail da qui.

Grazie