Un post breve con cui lancio un sasso.
Con il servizio di Report (sottolineo che si pronuncia Repòrt e non Rèport, vi supplico) di questa sera riguardo la manodopera sottopagata e in nero di grandi firme della made in Italy, grandi, lussuosi e prestigiosi marchi come Prada, Gucci, D&G, Fendi, Ferragamo rischierebbero sanzioni pesantissime. Un’ora di inchiesta televisiva metterebbe in imbarazzo Miuccia, Domenico e Stefano, li sputtanerebbe in mondovisione; accompagnata alla lettura di Gomorra, poi, porterebbe ad una gran caduta di stile.
Il condizionale è d’obbligo, perché domani mattina non resterà più niente del servizio di Report, se non il filmato disponibile sul sito Rai, che però non ha mai avuto molta visibilità come del resto il programma televisivo, relegato sulla terza rete, di domenica sera. Non ne resterà traccia degna di nota, perché anche se si tratta di questioni gravissime siamo un popolo di bigotti. Preferiamo decantare lo stile (di merda, viste le condizioni vergognose in cui versa la manodopera, clandestina) e il successo del marchio Prada nel mondo, vantare le vendite di Dolce&Gabbana, gongolare di fronte al settore moda come punta di diamante del made in Italy. Che bello.
Che bello. Si parla di sfruttamento, lavoro nero, manodopera clandestina, condizioni lavorative pietose, manifatturieri che dormono sul posto di lavoro, solo per fare un resoconto iper-sintetico.
No, non sono così ipocrita da vomitare sdegno sulle griffe, non solo il moralizzatore della moda, neanche il promotore del vestirsi al mercatino della domenica. Tutt’altro. Mi piace vestire bene, anche se significa spendere cifre consistenti (nei limiti del ragionevole). Ma pagare un prodotto 16€ per poi rivenderlo nella boutique a 440€‚ proprio non mi va giù.
Bigotti, siamo dei gran bigotti.

7 comments so far
E hai perfettamente ragione. A me non dispiacciono certe mode, anche se non quelle spilla-soldi di Gucci, Prada et similia, però non mi piace nemmeno vestirmi da straccione. Quello che mi manda in bestia però è che imprenditori palesemente senza scrupoli sfruttano vite umane al solo scopo di far grande il loro portafoglio.
Sarebbe dunque ora di parlare, oltre a delle limitazioni all’immigrazione, come giustamente se ne parla in questi giorni, di fare una retata contro i poteri forti della nostra economia (e non solo… Nike, Adidas eccetera, insomma buona parte delle griffe mondiali sfruttano questo meccanismo).
Chiaramente resta un’utopia, troppi sono gli interessi che muovono queste componenti…
Simpatico il tuo blog, forse ci torno…
M.
Dicembre 4th, 2007 at 21:41
No, il loro portafoglio non è grande, è enorme. Guadagnare 20 volte il costo sostenuto è enormemente vantaggioso. Potrebbero almeno regolarizzare i dipendenti, già chiedere i contributi sarebbe troppo…
Se torni sarai il benvenuto, altrimenti grazie per il simpatico.
Dicembre 4th, 2007 at 22:02
e adesso corri a nascondere la tua collezione di borse griffate!!
Dicembre 8th, 2007 at 11:04
si è smarrita la sobrietà .
Dicembre 9th, 2007 at 00:19
Anche perchè seguire una moda dove non esiste un capo sotto i 200 euro è una follia. E poi parlare di tutto lo schifo che c’è dietro una grande marca schiarisce un pò le idee, anche se dubito cambierebbe qualcosa, il loro mercato è troppo grande e vantaggioso.
Dicembre 9th, 2007 at 11:19
Ciao, desidererei fare uno scambio di link fra il mio e il tuo blog. Fammi sapere con un commento sul mio.
Grazie, attendo una tua risposta.
P.S. nel commento specifica il link di questo blog, non si sa mai, mi scordi.
davideb - http://www.crystalstreet.altervista.org
Dicembre 9th, 2007 at 20:39
Già , fanno borse di plastica che costano 30 euro e le rivendono a 440.
Ma se la loro colpa sta nello sfruttare il lavoro in nero sottopagato, la nostra colpa, come consumatori, è sborsare certe cifre per quelle schifezze griffate.
Da una parte c’è un illecito, dall’altra imbecillità .
Poi è chiaro che ognuno spende i suoi soldi come più gli aggrada.
Dicembre 10th, 2007 at 16:49
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