De Immonditiae

Da una discussione su un forum. Un utente si rivolge a me con queste parole:

 

«Non ti ho chiesto di riportare tutta la vostra relazione sui problemi psicosocioeconomici che affliggono il sud Italia, ma solamente un paio di frasi per rispondere alla mia domanda ”perché certe cose succedono solo da voi?”»

Di seguito la mia risposta:

«Tralasciando la perplessità nel continuare a leggere questa distinzione “noi-voi”, vedrò allora di rispondere alla tua domanda, anche ripetendo ciò che già è stato detto, per lo meno da me.
Parlerò della Campania e in modo particolare di Napoli. Certe cose accadono solo a Napoli e dintorni, pardon accadono solo da noi, perché:

  • il sistema dell’Istruzione italiana palesa tutte le sue lacune proprio in questo contesto che dell’istruzione ha più bisogno. L’Istruzione ha fallito, non ha un modello flessibile che consenta di recuperare soggetti evidentemente a rischio, come quelli che popolano le cosiddette scuole di frontiera. Scuole di frontiera dove risiede la créme de la créme dell’inciviltà e la fiera dell’assenteismo e del dubbio valore dei dipendenti statali. Tanto per fare un esempio, un docente che insegna tutta la vita in una di queste scuole viene bollato come ignorante, perché è un’idea assai radicata ritenere non professionale chi lavora in questi contesti; in effetti, nel 90% dei casi è così.
    Una diversa distribuzione e caratterizzazione dell’istruzione risolverebbe gran parte dei problemi che affliggono la città e la regione. L’istruzione genera la civiltà , è questo che dovrebbero insegnare nelle scuole di Scampia, Miano, Piscinola, Secondigliano, Bosco Tre Case. Con un po’ di civiltà diffusa si capirebbe il vero valore della raccolta differenziata, che gran parte dei cittadini non esegue, si imparerebbe a vivere in società e non pensando solo ai famigerati cazzi propri. Ma…
  • …Lo Stato è assente, lo è sempre stato. È sempre facile e sbrigativo dare la colpa all’Amministrazione comunale e regionale, soprattutto da chi sfrutta l’ennesima catastrofe per fare propaganda e demagogia, come Alleanza Nazionale e Forza Italia che attaccano violentemente Iervolino e soprattutto Bassolino (che è un pessimo uomo politico), ma non si sono mai preoccupati di promuovere una persona capace per contrastare il clientelisimo e la cattiva gestione della sinistra campana (vedi Martusciello, Bocchino, Rastelli più indietro nel tempo, che certamente non è stato un Governatore della Regione migliore di Bassolino).
    Lo Stato non ne vuole sapere di riportare l’ordine. Combattere la Camorra non è una priorità , perché sfruttarla è comodo. Lo Stato e le Amministrazioni locali sanno benissimo che a Napoli non ci sarà mai una rivolta da parte della comunità cinese (come successo a Milano), né rumena (Roma), né cingalese, nigeriana, marocchina. Perché la Camorra detiene un potere e un controllo forte, fortissimo: la criminalità straniera quasi non esiste, guai se un rumeno fa una rapina ad un Napoletano, la malavita non lo consente. E allora siamo tutti contenti, non abbiamo problemi con gli immigrati e quando si torna ad uccidere per faida o a rapinare per lo sfizio di un quindicenne cresciuto nel mito de “Il Camorrista” di Giuseppe Tornatore o “Scarface” di Brian De Palma allora additiamo l’Amministrazione comunale come unico responsabile. A questo punto l’iter mediatico prevede la solita tiritera dello sdegno del mondo politico, la destra chiede le dimissioni della sinistra (ma sarebbe lo stesso se le parti fossero invertite) e dopo qualche giorno tutto torna a tacere. Lo Stato proprio non ci vuole essere qui. Pensa alla Coppa America di vela 2007. Napoli aveva proposto la sua candidatura; c’era un progetto, una fucina di idee, un mare velisticamente migliore, un giro di soldi non indifferente. Ed era ovvio che la decisione ricadesse su Valencia: quale persona sana di mente affiderebbe tutto alla malavita. Sarebbe stata l’occasione giusta per intensificare la lotta alla Camorra, darle una bastonata dalla quale sarebbe stato difficile rialzarsi, ma lo Stato ha preferito lasciare perdere. Con grande amarezza di tanti, come me, che speravano in un evento fantastico come la Coppa America per portare un po’ di aria pulita. E invece, continuiamo a respirare munnezza.
  • Ci sono stati anni di follia totale. Siamo allo stremo anche per ciò che sto per dire. Se le discariche sono tutte piene, se la gente protesta per l’apertura di una nuova discarica o di un termovalorizzatore è anche perché la gente è ovunque. Ovunque, perché non è mai esistito un piano regolatore decente per l’edilizia. E ora ci ritroviamo con una densità abitativa straordinariamente elevata. Non c’è uno straccio di terra nel territorio Napoletano dove la costruzione di una discarica o di un termovalorizzatore non dia fastidio a qualche abitante troppo vicino. Pianura, il quartiere maggiormente in vista in questi giorni per le proteste dei residenti, è per metà abusivo. Così come Quarto, Terzigno e chi più ne ha più ne metta. Si è costruito ovunque e lo Stato non è mai intervenuto. Ad oggi, per fermare lo sciacallaggio edilizio basterebbe utilizzare una fottuta immagine satellitare: Google Earth potrebbe essere la soluzione più semplice per individuare gli abusi edilizi. Ma non si fa nulla, perché altrimenti avremmo un’altra incombenza da risolvere: dove sbattere le migliaia di persone senza casa. Quando si è cercato di costruire con criterio, ci si è accorti soltanto a frittata pronta che il criterio era drammaticamente sbagliato. Scampia doveva essere il quartiere della rinascita, ma hanno pensato bene di mandarci a vivere un intero strato sociale, senza neanche tentare di amalgamare diversi ceti. Il risultato è stato un quartiere-Vietnam, dove il presidente si chiama Sistema e la moneta di scambio è la droga. Lo spaccio è l’attività più redditizia e le persone oneste sono segregate in casa come fossero in un ghetto polacco durante la seconda guerra mondiale.

In tre punti ho sintetizzato il più possibile ciò che ritengo essere la realtà delle cose. Onestamente e con un pizzico di arroganza, dubito che qualcuno dei miei concittadini che partecipano a questa discussione mi dirò che ho torto. Anzi, sicuramente aggiungeranno qualcosa che ora mi sfugge.
È uno stramaledetto circolo vizioso.»

6 comments so far

MyAvatars 0.2

ciao… ma l’emergenza rifiuti è sempre avvenuta a Napoili o da loro (che poi sono vicini, quindi dovrei dire da noi) o anche in altri posti?
Andrea, non ci perdere troppo tempo… da noi si dice: a lavare la testa all’asino si perde acqua, tempo e sapone!
ciao ciao
P.S. se vuoi parlare ancora con me degli inceneritori mi puoi anche contattare via e-mail
gianluca@gianlucapistore.com
ciao ciao

gianluca
Gennaio 16th, 2008 at 22:04
MyAvatars 0.2

Grazie di essere passato di qui.

Il problema rifiuti (non emergenza, perché questo termine indica un fatto straordinario e temporaneo) è delle provincie di Napoli, Caserta e in misura minore Avellino. Benevento e Salerno non ne soffrono se non per via indiretta, quando cioè i loro impianti di stoccaggio e smaltimento vengono invasi dai rifiuti delle altre province. Al di fuori della Campania, solo la Calabria pare avere qualche problema e forse l’Abruzzo nel prossimo futuro, data la chiusura di un impianto di smaltimento.

Non, ho altre domande da porti, a parte riguardo la biocombustione, di cui ho letto la tua risposta sul blog di Alessio.
Ripeto anche qui che il Thor è un impianto con torcia al plasma, che è una soluzione drastica al problema rifiuti e consente, in una certa misura, di non dover differenziare i rifiuti a monte, cioè nelle case dei cittadini. Con questo sistema infatti, la differenziazione e il riciclo avvengono direttamente nell’impianto, più precisamente nello stesso impianto. Credo sia la strada per un futuro migliore dal punto di vista sociale, urbano, sanitario, economico.

Andrea
Gennaio 16th, 2008 at 22:33
MyAvatars 0.2

La tua analisi, assolutamente puntuale, ha il pregio di sottolineare dei punti su cui non si batte nei vari telegiornali o programmi pseudo-politici della seconda serata: l’ignoranza, l’abusivismo edilizio, la mancanza di una guida all’occorrenza intransigente sono le radici profonde delle mille forme di invivibilità di Napoli.

Purtroppo sollevi nodi problematici che, come i termovalorizzatori (e più dei termovalorizzatori), richiedono investimenti e tempi molto lunghi per essere “sciolti” ma prima ancora un’idea di amministrazione dove si mettano al bando gli intrighi di palazzo e la generale atmosfera di clientelismo che rende tutto approssimativo, rozzo e inutile.

Le recenti vicende della Lonardo e di Mastella, a prescindere dalle effettive responsabilità del caso, sono comunque la prova di quanto marcia sia la politica campana e di quanto il malcostume che vive in quel buon 60% dei napoletani abbia i suoi bei rappresentanti anche tra coloro che detengono un “potere” che si traduce sistematicamente in scelte parziali e con il solo scopo ora di rendere vantaggi a qualcuno e ora di far arricchire un altro.

Un cambiamento in un contesto di questo tipo non sarà mai possibile.

Pepenero
Gennaio 18th, 2008 at 09:50
MyAvatars 0.2

Spero soltanto che passato l’apice della crisi, Bassolino dia le sue dimissioni, perché altrimenti non ha proprio un briciolo di dignità. E dopo le dimissioni, tremerò nell’attesa di conoscere i candidati di destra e di sinistra.
Ho il vago sospetto che la sinistra proporrà qualcuno vicino a Mastella e la destra il caro Martusciello. E nel frattempo, la Sandra nazionale (manca poco all’attribuzione del più alto riconoscimento conferito in italia, ovvero l’appellativo di “nazionale”) dichiara di non voler assolutamente dare le proprie dimissioni. In un altro Paese, sarebbe stata la prima cosa da fare.
Del resto non c’è da stupirsi, è lo stesso Paese in cui Cuffaro, condannato a 5 anni, si dice soddisfatto perchè non gli è stata riconosciuta l’aggravante di collusione mafiosa. Cinque anni e lui si dichiara soddisfatto.

Festeggiamo almeno per la scomparsa prossima di due partiti: UDC e UDEUR. Sono troppi e sfoltire non fa male. Lo so, non succederà.

Andrea
Gennaio 19th, 2008 at 16:29
MyAvatars 0.2

Secondo me non è vero che lo Stato non è mai stato presente al Sud, ma è intervenuto nel modo sbagliato.

Sono stati mandati fiumi di soldi, che invece di essere indirizzati verso opere utili si sono dispersi in tanti rivoli favorendo gli interessi clientelari (a fini politici) e malavitosi.

Gli amministratori pubblici non sono mai stati responsabilizzati perché tutti i buchi nei bilanci venivano coperti dalle casse statali.

Ora purtroppo di soldi non ce ne sono più ed è necessario che le risorse vengano gestite in maniera meno disinvolta.

Paradigmatico è l’esempio di quei milioni di ecoballe costate tantissimi soldi, ma che non sono eco ma solo balle.
Lo Stato ha pagato, ma nessuno ha controllato, questo già dovrebbe bastare per dire addio a Bassolino!

Per quello che riguarda la criminalità, mi spiace dirlo, ma non è con l’esercito o la polizia che si risolve la situazione: c’è bisogno che la società civile del Sud si ribelli alla criminalità e dia un taglio netto a questo senso di connivenza con l’illegalità.

In questo senso, il tuo discorso sull’istruzione ha centrato perfettamente il punto.
Fino a quando a dominare sarà l’ignoranza, i boss la faranno sempre da padroni e non ci sarà mai un vero sviluppo per il Sud.

E questo lo dico con la morte nel cuore perché penso che un vero sviluppo del Meridione sia l’unica possibilità di risollevare una nazione in declino come l’Italia.

Gaspa
Gennaio 22nd, 2008 at 05:57
MyAvatars 0.2

Andrea hai ragione continua con l’opera di sensibilizzazione e fottitene se becchi gente che se non capisce il problema e pensa che sia solo una questione di nord e sud…

rob
Febbraio 8th, 2008 at 00:42

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