Flowing out

Marzo non mi è mai piaciuto. Se proprio dovessi scegliere un mese da odiare, Marzo sarebbe il candidato favorito. Il motivo è mutevole, non saprei indicare una ragione precisa. Con certezza, posso auto-convincermi che l’odio di quest’anno è dovuto ad una malsana pigrizia. Miriadi di intenzioni e progetti (come sempre del resto), voglia di fare zero (più del solito).

E in giorni come questi, soliti pensieri. E che palle questo Sunken eyes retro-adolescenziale.

Words are flowing out like endless rain into a paper cup,
They slither while they pass, they slip away across the universe
Pools of sorrow, waves of joy are drifting through my opened mind,
Possessing and caressing me.

P.S. Auguri alle lettrici di Sunken eyes, sempre se ve ne siano.

Post sentimentale

Una bottiglia d’acqua naturale al bar dell’università: 40 eurocent, senza MasterCard, anche perché ha offerto Ale.
Un Kinder Bueno ai distributori dell’università: 70 eurocent, senza MasterCard, solo con una moneta da 1 euro.
Un caffe al bar dell’università: 50 eurocent, senza MasterCard, anche perché ha offerto ancora Ale (giorno di paghetta?)
La settima guida all’autoscuola: compresa nel prezzo dell’iscrizione, senza MasterCard, quelli vogliono i contanti.
Una pizza da asporto: 4 €, senza MasterCard, anche perché la pizzeria non ha la macchinetta per le transazioni.

Parlare per un’ora e venti minuti con un’amica di sempre che, pure avendone una gran voglia, non sentivi da tanto tempo, non ha prezzo. E poi, io la MasterCard non ce l’ho.

27

Scaramanzia portami via: 27 ad Analisi I.
Fino a domani mattina mi sentirò invincibile, invulnerabile, incorruttibile, immortale, onnipotente. Ma solo fino a domani mattina.Get back Pity, get back…

Sindrome del blogger

Intendo quella di cui è affetta la stragrande maggioranza dei blogger. Quella per cui ad un certo punto smetti di aggiornare, di scrivere, di intervenire e pure di visitare. Tuttavia, non credo di esserne affetto in maniera terminale; e se così fosse, dubito che abbandonerei questo blog alla rete, perché se c’è una cosa che odio dei blog, beh, sono proprio i blog non aggiornati dal lontano 2003 et simila. Molto meglio chiudere, oppure cancellare tutto e lasciare nuove tracce, come è accaduto per Soundsgood.

Digressioni (assolutamente fuori contesto) a parte, lo studio occupa gran parte delle mie giornate e dei miei pensieri. Nel tempo libero trascorso al computer mi dedico ad Ubuntu per renderlo sempre più efficiente; ho conquistato Skype, Mercury Messenger, i tasti laterali del mouse, Picasa e prossimamente sarà il turno della webcam.

Ma nel tempo libero, nelle pause, in quei ritagli di tempo ripetutamente cercati, mi armo della vecchia Yamaha C40, voce e tanta passione. Adoro farlo. E più che mai adoro riscoprirlo. In quei momenti un po’ così, in bilico tra concentrazione e ansia, serenità e tempesta, possono bastare due minuti e sette secondi per ritrovare il filo, tirare il fiato, riprendere coscienza delle proprie capacità e, perché no, sperare ancora.

Odio, invece, parlare di me su questo blog, nonostante la categoria About me sia la più corposa. Odio rivelarmi sfacciatamente, anche se in fin dei conti, rileggendo questo ed altri post, mi accorgo che è difficile leggere tra le righe di chi ostinatamente nasconde.

Ora però, voglio perdermi in Get back.

Notizie dal fronte

Ultimi aggiornamenti, fugaci come di consueto ormai, auspicando un vicino cambio di rotta.

  1. Superato lo scritto di Analisi! Esame orale sto arrivando!
  2. Attività mucical-canora ripristinata
  3. Ubuntu Linux istallato e funzionante
  4. Superato lo scritto di Analisi! Esame orale sto arrivando!
  5. Forse il punto 4 era già stato annunciato, ma tant’è.
  6. Sto imparando la mitica Moonwalk di Michael Jackson; per la serie “non so ballare, però le cagatine le voglio fare lo stesso”.

A bientot, o come diavolo si scrive.

Without any fear

Buon 2007 a tutti. È la prima cosa da dire. Sono da poco tornato da una 3 giorni in montagna, al freddo e al gelo. Ho passato un capodanno divertente e avvinazzante (no comment), conclusosi nel modo più squallido: discoteca vuota e vecchi in pista. Strano ma vero, guardare è stato tremendamente divertente.

Tornando agli auguri e ai propositi, non ho mai amato parlare dell’anno appena trascorso, delle cose da conservare e di quelle da buttare, ricordare bei momenti e dimenticarne degli altri. Inevitabilmente, finisco comunque a parlare di tutto questo. Ma solitamente mi concentrò di più sul nuovo che sul vecchio. Passato il capodanno e quell’ottimo vino rosso, non faccio altro che domandarmi cosa mi aspetta nel 2007, ora più che mai. Il desideri sono sempre gli stessi: come per le stelle cadenti, uno lo rivelo sempre, l’altro lo tengo per me. Rivelo il seguente, da leggere in chiave personale oltre che universale:

A happy New Year
Let’s hope it’s a good one
Without any fear

Letterina

Promesso, stavolta niente video da YouTube, né testi di canzoni né dipinti celebri. Solo frutto del connubio pensieri-dita-post.

Il contenuto di questo post è abbastanza prevedibile, dato il periodo, la data in particolare e l’atmosfera natalizia che si diffonde anche nella blogosfera. Certo è che su Sunken eyes non vedrete un template stravolto da una bufera di neve, né rosso in abbondanza; scordatevi poi una musica in sottofondo perché sapete come la penso in proposito.

Nella maniera più genuina possibile vorrei solo augurare ai miei lettori, ai conoscenti e agli amici in particolare un felice Natale, col sorriso sulle labbra. Sorriso preferibilmente non forzato per l’occasione, ma spontaneo, in modo tale da poterne trarre vantaggio un po’ tutti. Perché? Perché il destinatario del sorriso non avrà la sensazione usuale di non badare troppo a quel gesto, ma anzi si sentirà più leggero; perché sorridere spontaneamente è l’unica soluzione per ovviare al mal di guance dei sorrisi finti. Perché qualunque sia la propria fede, o per chi una fede non ce l’ha, il Natale resta una festività dal significato universale. E piantiamola col Natale banalizzato, commerciale e saturo; c’è gente che al Natale tiene ancora, gente a cui il 25 dicembre fa solo bene. Gente come me.

Come me che fino a ieri (sembra un verso di una canzone) avevo mille perplessità per la testa, incertezze, paure, sconforto. È bastata una serata tra amici, splendida, per cancellare tutto. Ed è per questo che, nessuno si offenda, a loro dedicato un augurio particolare.

Avevo pensato di incidere Happy Christams (War is over) di John Lennon, ma gli evidenti limiti tecnici che mi hanno distolto dall’attività di cantante persistono anche a Natale. Vorrà dire che sarà per il Natale prossimo.

Buon Natale a tutti, auguri di cuore.
Andrea