“Non volevo ammazzarlo”

L’ho scritto per Quelli perbene, voglio riportarlo qui.


«Non volevo ammazzarlo»

fonte: Repubblica.it

Breve, ma intenso. Tagliente è la parola giusta. Tagliente come una coltellata al cuore, alla gola sostengono altri.

Luigi Sica, 16 anni, morto, ammazzato. Perché? Motivi futili, riporta la stampa.
C.P., 15 anni, assassino. Ha inflitto una coltellata mortale a Luigi Sica. Perché? Futili motivi, riporta la stampa.

C.P., 15 anni, assassino, si costituisce. Alla Polizia dichiara: «Non volevo ammazzarlo».

C.P., 15 anni, assassino, costituito, deriso da Luigi Sica, si allontana da luogo del misfatto, ritorna con degli amici ed un coltello. Però non voleva ammazzarlo. No, non voleva. Era tornato indietro perché il coltello gli serviva per sbucciare una cipolla, tagliare una fetta di pane, una bistecca. Per uccidere no, chi è che non cammina per le strade con un coltello nelle tasche, potrebbe sempre servire. Ma non per uccidere, neanche per ferire. No.

E allora, qualcuno mi spieghi per quale fottuto motivo un ragazzino di 15 anni debba girare con un coltello in tasca, se non per uccidere o ferire.

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Nasce Quelli perbene

Un po’ di pubblicità non fa mai male, se si tratta di un progetto interessante e personale, condiviso con altri blogger la cui presenza sarà stata sicuramente notata dai fidi lettori.

Dopo il recente riaffiorare dell’eterna emergenza criminalità a Napoli, ho lanciato a Pepenero e Napoletanite l’idea di collaborare per un blog condiviso, con lo scopo di far parlare la Napoli perbene.

Il principio primo di Quelli perbene è il seguente:

«Quelli perbene non rappresenta una testata giornalistica e non è schierato politicamente, ma anzi pone come fondamento irremovibile la diversità di opinione e il confronto di idee e punti di vista che non seguano necessariamente un unico e comune punto di vista. Ciò che solo accomuna i blogger, fondatori e partecipanti, è il desiderio di affermare con decisione la non appartenenza ad un tessuto sociale corrotto, per ribadire con forza che il rovescio della medaglia napoletana è popolato da lavoratori, dagli onesti, dalle persone civili, dagli intellettuali, da Napoletani insofferenti di fronte al degrado cittadino; da quelli per bene.»

Lo staff di Quelli perbene, se così possiamo chiamarlo, conta al momento 5 blogger napoletani, ed è prevista la collaborazione di almeno un altro elemento.

Forse non cambieremo la città, ma almeno potremo dire di aver tentato di fare qualcosa nel nostro piccolo. Buona fortuna a tutti i partecipanti e a tutti quelli perbene.