fonte: Repubblica.it
NAPOLI - Dopo otto giorni di calma, Napoli e la sua provincia tornano a essere bagnate dal sangue. Il nuovo agguato è a Qualiano, dove, due killer, a bordo di un’ambulanza rubata, sparano numerosi colpi di pistola per uccidere Pasquale Russo, 41 anni, ritenuto elemento di spicco del clan Pianese. A metà settembre era stato ucciso il boss della famiglia: Nicola Pianese 47 anni, era stato freddato in un agguato a Varcaturo, comune di Giugliano. I carabinieri stanno valutando se l’omicidio rientri in una guerra tra cosche rivali o sia l’effetto di una frattura all’interno dello stesso clan.
Ancora uno, ancora malavita organizzata, ancora faida, ancora sangue. Ma io non me ne voglio andare.
Non ci sto, non sopporto più di essere etichettato come Camorrista nella capa, non ho la pelle arrostita dalle lampade, non porto i capelli come l’ultimo tra i neomelodici, non giro con una Mini Cooper passando col rosso, non getto carte a terra, non fisso le persone con sguardo minaccioso, non rubo e non l’ho neanche mai fatto, i miei genitori pagano le tasse, tutte, fino all’ultimo centesimo, non getto l’immondizia dal balcone di casa, non cammino per strada con un coltello nella tasca. No.
Ho studiato per 13 anni, ho conseguito la Maturità Classica con 100, mi sono iscritto all’università e continuo a studiare intensamente, perché un domani voglio lavorare, avere una moglie da amare, dei figli, una casa tutta mia, pagando luce e gas, non certo allacciandomi abusivamente ad altri.
Perché io sono una persona onesta, perché mio fratello è una persona onesta, perché mio padre è una persona onesta, perché mia madre è una persona onesta, come lo sono stati i miei nonni. Perché i miei genitori sono dei gran lavoratori, che da oltre 20 e 30 anni lavorano, sudano, pagano tutte le tasse, hanno cresciuto due figli, hanno comprato una casa senza chiedere aiuto a nessuno, né ai familiari né agli usurai.
Perché io con la malavita non voglio avere niente a che fare, né ora né mai.
Sono stanco di leggere sentenze male argomentate, pessimamente scritte, volutamente denigratorie dal primo ragazzino arrivato sul web. Accusate chi volete, offendete se vi aggrada. Ditelo. Affermatelo. Gridatelo. Ma non a me, non alla mia famiglia, non ai miei amici, non a quelli come me. Non a quelli per bene.
Se in precedenza ho pensato o detto il contrario, adesso rimangio tutto: io da Napoli non me ne voglio andare.