I servizi Web 2.0 che utilizzo

Invitato da Sid, continuo la catena volentieri. È raro trovare catene interessanti o utili, ma lo è senza dubbio.

 

Ecco i servizi Web 2.0 che utilizzo:

  • Comunicare: Gmail, Skype, MSN Messenger, Pidgin (raramente)
  • Ricerca: Google, Wikipedia (italiana e inglese)
  • Rss Reader: Liferea, Live Bookmarks di Firefox
  • Bookmarks: Segnalo, Technorati
  • Statistiche: GoStats, Powerstats (offline da oltre 2 mesi)
  • Immagini e video: Flickr, YouTube, IcTv
  • Musica: Radio.Blog.Club, LastFM
  • Blog: Wordpress, MyBloglog, Blogger, SocialDust

Insomma, conforme alla maggioranza dei bloggers, tranne per Liferea (disponibile solo per sistemi operativi Linux-based), RadioBlogClub che ormai è nettamente superato da LastFM, e SocialDust che non ho trovato nelle liste finora lette.

 

Passo a ChaZ, Gaspatcho, Alberto, Giuseppe.

Faucet: dire addio al videoregistratore

Faucet è un servizio gratuito che consente di registrare programmi di diverse emittenti radiofoniche e televisive. In poche e semplici mosse è possibile programmare le registrazioni, scegliendo il canale e l’orario di inzio e fine trasmissione, per poi ricevere e scaricare i filmati come podcast.

È un servizio, a mio parere, comodissimo e molto interessante. Tengo a precisare che non c’è niente di illegale nel registrare un programma televisivo o radiofonico per uso personale, anche se prevedo un caso simile a Coolstreaming appena raggiungerà una discreta popolarità .

La caratteristica che rende Faucet comodo e utilissimo è la semplicità d’uso. Ecco come e cosa fare per utilizzare Faucet.

Per prima cosa bisogna iscriversi compilando il classico form di registrazione. Effettuato il log-in, basta selezionare la lista Tv o la lista Radio, indicare l’emittente, impostare data, inizio e fine della trasmissione di nostro interesse. Infine è possibile scegliere se ripetere la registrazione ogni giorno o settimana, dal Lunedì al Venerdì o dal Lunedì al Sabato. Il gioco è fatto, a questo punto non si deve fare altro che aspettare la fine della trasmissione e un tempo non meglio precisato (non ho ancora capito se vi sia un tempo di attesa standard o se varia a seconda delle disponibilità dei server) affinchè il download sia disponibile. Per scaricare il file, cliccare su Registrazioni in Podcast, nell’angolo in alto a destra della pagina e scegliere la registrazione da scaricare.

Le registrazioni radiofoniche sono in formato mp3, mentre i video sono in formato mp4 e la qualità è più che discreta; nulla di eccezionale, ma abbastanza soddisfacente. Niente da dire sulla qualità audio, che è ottima. Per dare un’idea delle dimensioni dei download, posso dirvi che una registrazione video di 30 minuti occupa circa 120MB; è quindi opportuno munirsi di un buon download manager, come Getright o Free Download Manager, soprattutto se si dispone di una connessione lenta o con scarse prestazioni.

Come ormai buona tradizione del Web 2.0, è possibile iscriversi via feed alla pagina del download delle registrazioni, così da avere un vero e proprio podcast feed. L’interfaccia di Faucet è scarna ma estremamente funzionale, essendo intuitiva e di facile utilizzo.

Il servizio è in fase di beta test, ma la registrazione è aperta a tutti e non si riscontrarno problemi degni di nota per gli utilizzatori; solo la guida tv (per consultare i palinsesti radiofonici e televisivi) non funziona sempre correttamente.

 

Insomma, Faucet è un servizio utilissimo e da sfruttare il più possibile. Addio videoregistratore.

Leggi l’intervista ai creatori di Faucet

Update: Il buon Cl@us mi fa notare che non ho detto niente riguardo ai canali disponibili.

Canali televisivi

  • 9 canali RAI: oltre alle tre reti principali sono disponibili RAI Notizie24, RAI SportSat, RAI Edu, RAI NettunoSat 1 e 2, RAI DocFutura
  • Camera dei Deputati
  • Rete, Canale5, Italia 1, Boing, Media Shopping
  • La7 e MTV
  • All Music, Repubblica Tv
  • Cctv9, SiLive24, SportItalia, ClassNews, BBC World, Telemarket, SitcomUno, Qoob, Sat2000, Arcoiris, TeleRadioPadrePio (:O), RTL2, SuperRtl, DeutscheWelleTv

Canali radiofonici

  • RAIRadio1, RAIRadio2, RAIRadio3
  • Radio Capital, Radio Deejay, M2O
  • FDLeggera, FDauditorium
  • Radio 105, RTL 102.5
  • Isoradio, Blusat2000
  • GRParlamento, Radio Vaticana
  • DeutscheWelle, da 1 a 9

Aggiornamento 01/06/07: Questo post è stato pubblicato sul forum di Coolstreaming. Dalla discussione che ne è nata, riporto alcune informazioni utili. Il tempo massimo per una singola registrazione è di 3 ore, ma ovviamente è possibile programmare una seconda registrazione nel caso in cui vi sia la necessità di registrare per più tempo. Inoltre, nel thread si vocifera che il tempo di attesa per disporre del download sia di 10 minuti, ma non è così: mi è capitato di dover aspettare qualche ora prima di poter scaricare una registrazione.

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Dell chiAma Linux

fonte: Zeus News, Punto Informatico

Dell chiese: Linux?
E Linux fu.

Le speranze degli utenti Linux sembrano concretizzarsi. Pare infatti che Dell, il più grande produttore di computer (fonte IDC) sia pronta a mettere sul mercato desktop e laptop con installate distribuzioni Linux. Il sondaggio lanciato ad inizio mese sembra aver sortito un certo effetto. I risultati parlano chiaro:

  • More than 70% of survey respondents said they would use a Dell system with a Linux operating system for both home and office use.
  • Survey respondents indicated they want a selection of notebook and desktop offerings.
  • Majority of survey respondents said that existing community-based support forums would meet their technical support needs for a tested and validated Linux operating system on a Dell system.
  • Survey respondents indicated that improved hardware support for Linux is as important as the distribution(s) offered.

Nessuna dichiarazione,invece, sulle distribuzioni che saranno adottate, ma certamente occorre considerare che l’utenza è orientata maggiormente verso Ubuntu (di cui è in uscita la versione 7.04, il 7 Aprile appunto) e Fedora. Per Dell, l’ostacolo più difficile da superare è il supporto da fornire all’utenza, come sottolinea Punto Informatico; tuttavia, i risultati del sondaggio (punto 3) evidenziano che la maggioranza degli utenti dichiara di trovare più che sufficiente l’assistenza fornita dalle comunità che ruotano intorno alle varie distribuzioni. In base a questi risultati, Dell può permettersi di risparmiare una sostanziosa cifra da investire sulla ri-formazione del personale che fornisce assistenza ai clienti.

Si tratta di un importantissimo passo in avanti verso la tanto auspicata migrazione di massa al software libero. L’augurio è che il tutto non si perda in una bolla di sapone e che il mio primo notebook (immagino di comprarne uno tra qualche anno) abbia un bollino con il logo di Ubuntu.

La domanda che mi sorge spontanea è la seguente: ma un desktop/notebook con Linux preinstallato costerà meno del corrispondente Windows? C’è da pensare.

Qualcuno censuri Disinformazione.it

Basta, pietà. Qualcuno oscuri Disinformazione.it, lo cancelli dai motori di ricerca, crackate l’home page, fate qualcosa. Perché? Perché continuano a sparare vaccate immonde, sempre con lo stesso pessimo stile giornalistico, con errori di sintassi, con un abuso spropositato di punti esclamativi da terza elementare.

È avvilente navigare su internet e incappare nei fanatici di turno che, armati di copia-e-incolla tentano ( e purtroppo spesso ci riescono) di inculcare teorie strampalate su questo o quel complotto. Il mondo per loro è un complotto, la realtà è una succursale del peggiore dei Matrix. Chi contesta è un manipolato, vittima di questo sistema corrotto. Ma piantatela.

Mi terrorizza l’idea che una massa di ciarlatani ignoranti, arroganti e incivili siano riusciti a convincere tante persone che la realtà dei fatti sia diversa. Con cosa poi? Con articoli pseudo-giornalistici, mal redatti, pessimamente argomentati e una propaganda spicciola degna del peggior populismo ponderabile.

Ne avevo parlato poco tempo fa, in occasione dell’ennesima discussione sul falso sbarco sulla Luna nel 1969. Ne riparlo adesso, dopo aver letto, previa segnalazione interessante, un articolo circa la violenza presente nei videogiochi e la loro influenza sulle povere menti manipolate dei pargoli.

L’articolo in questione (non meriterebbe un link neanche dall’ultimo fra i blog, come potrebbe essere considerato Sunken eyes) spicca subito per la più alta distribuzione di punti esclamativi lungo una pagina web; non so perché, ma questa cosa mi fa ridere.

Dal punto di vista del videogiocatore incallito, le cose da obiettare sono veramente tante, a partire da una sommaria e imprecisa sintesi della storia dei videogames, fino ad arrivare a diversi errori, volutamente commessi per dare un po’ di enfasi all’articolo. Tuttavia, non appartenendo alla categoria dell’incallito, ma a quella del videogiocatore-da-quasi-14-anni, non mi baserò su queste quisquilie per contestare un articolo che, fin dal sottotitolo, non presenta alcun senso logico.

Il dibattito è trito e ritrito, i temi in tavola sono sempre gli stessi, le argomentazioni sempre più povere, le citazioni completamente sballate, ma la componente interessante (per modo di dire) è l’ipotesi di complotto, volto alla manipolazione delle giovani menti dei videogiocatori. A fondo pagina si legge:


Capirete che lo scopo finale rientra in una strategia occulta mirata ad istupidire e assopire la popolazione (partendo soprattutto dai bambini che saranno gli adulti di domani), rendendola desensibilizzata moralmente e culturalmente e deviandola verso dei precetti precisi: sesso (pornografia), violenza (droga) e soldi (illusione della ricchezza e miraggio di felicità).
Una strategia che punta direttamente, e non casualmente, ai bambini, rendendoli apatici, ripetitivi, irrazionali, violenti e soprattutto aggressivi. Il tutto isolandoli dalla società per meglio distruggere la capacità di socializzazione.
In poche parole: modificano il comportamento dei bambini (adulti in divenire), per controllarli e manipolarli in futuro!

Beh, nulla da eccepire no? Il dovere di cronaca mi spinge a sottolineare che l’età media dei videogiocatori si attesta intorno ai 25 anni. Ma passiamo oltre. Ecco mostrata la nefandezza dei Pokemon, sì, proprio i Pokemon:


Pokemon, contrazione di Pocket Monsters (piccoli mostri o mostri tascabili), è un sistema articolato di videogiochi, figurine e film che ha lo scopo di inculcare nella mente dei bambini (che diventano subito dipendenti) delle regole a cui essi poi si rifaranno nel mondo reale. «La prima è quella di uccidere, ammazzare soprattutto i poveri, prima che quelli diventino briganti che ammazzano te»[1]
«Nell’universo Pokemon si ammazza in tanti modi, ad esempio c’è chi succhia via l’anima del nemico, chi spara palle di fuoco, ecc. In sostanza le regole sono quelle di rendere la vita sociale del tutto meccanicistica»[2]
Alla faccia dei simpatici mostricciatoli!

Qui il patetico (no, non mi riferisco al patos greco) prende il sopravvento. Ogni commento è superfluo, se si possiede un minimo di razionalità.

Ora, non ho nessuna intenzione di intraprendere una battaglia per la difesa dei videogames (battaglia che sostengo, anche quando si tratta di affermarne il valore artistico), ma desidero ardentemente sapere come e perché qualcuno si ostina a scrivere e soprattutto pensare panzane di queste proporzioni. E poi ancora, come si fa a credere e reputare affidabile un sito che pubblica materiale così scadente?

Incomprensibili misteri del Web 2.0

Hum

Avrei voluto scrivere un post interessante sul perché l’Italia, in questo momento, ha bisogno di Prodi ma, dopo essere arrivato a meno di metà e perso una discreta quantità di tempo, ho perso tutto.

Avrei voluto dire due parole sul portale Italia.it, costato 45 milioni di euro e finalmente attivo dopo anni. Tuttavia, tutti gli insulti e gli improperi disponibili sono già stati adoperati da mezza blogosfera italiana.

Dunque, non avrei dovuto scrivere questo post. Però l’ho fatto.

2000 Blogger Italiani

Alberto, alias Pepenero, mi informa riguardo a 2000 Blogger Italiani, iniziativa interessante e divertente.

2000 Bloggers Italiani