Tris di Berlusconi

Argh!

Indovina chi?!

Ha i baffi? No.

Ha gli occhiali? No.

È Calvo? No.

È ricco? Ovviamente.

Ha conflitti di interesse? Certo, è la prassi.

È il presidente di Gazprom? Sì!

Ma allora è Dmitry Medvedev! Il nuovissimo scintillante Presidente della Russia.

 

Toh, guarda i casi della vita. Chi l’avrebbe mai detto che il presidente di Gazprom, Primo Ministro sotto la presidenza dello Zar Putin, indicato come successore dallo stesso magnanimo Presidente sarebbe stato eletto con oltre il 70% dei voti? Eh sì, e magari adesso il Primo Ministro sarà Vladimir Putin. Come dite? Già si sa? Incredibile!

Premio di maggioranza

Nelle ultime settimane ho espresso in più di un’occasione la mia perplessità sulle elezioni politiche del prossimo Aprile. Nella fattispecie, tra blog e forum, ho affermato (prendendo in prestito una massima di Arthur Schopenhauer) di essere come un pendolo che oscilla tra il Partito Democratico e la scheda bianca.

A questa mia affermazione, più di una volta è seguita una risposta di un blogger o di un utente che cortesemente mi metteva a conoscenza del fatto che, in base alla legge elettorale attualmente in vigore (legge n°270 del 21 Dicembre 2005, scritta ed entrata in vigore durante il governo Berlusconi dal Ministro Calderoli: sì, la famosa legge Porcellum), il numero totale delle schede bianche rientra nel premio di maggioranza. In questo modo, consegnare una scheda bianca significherebbe contribuire all’assegnazione di più seggi per il partito o la coalizione che ha ottenuto più voti. In particolar modo, sono stato ammonito perché consegnando scheda bianca favorirei il ritorno di Berlusconi (avvenimento quantomai realistico in questo momento, ma non auspicato dal sottoscritto).

Dopo che anche Narko, ieri, mi ha fatto notare la cosa, credo che un breve post di chiarimento possa essere interessante, nonostante sia un argomento trattato in diversi sedi di discussione on-line.

Non è assolutamente vero che le schede bianche fanno parte del premio di maggioranza. È una delle solite bufale di carattere politico, come la bufala della perdita del diritto di voto dopo aver deciso di non votare per tre volte consecutive. Le schede bianche in nessun modo influiscono sul premio di maggioranza e restano semplicemente bianche (a meno di scandalosi brogli elettorali a mio parere non così facili da realizzare).

Sul sito del Parlamento è disponibile il testo della legge. In particolare, cito la modifica dell’articolo 83 del decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957, comma 4:

«tra le coalizioni di liste di cui al numero 3), lettera a), e le liste di cui al numero 3), lettera b), procede al riparto dei seggi in base alla cifra elettorale nazionale di ciascuna di esse. A tale fine divide il totale delle cifre elettorali nazionali di ciascuna coalizione di liste o singola lista di cui al numero 3) per il numero dei seggi da attribuire, ottenendo così il quoziente elettorale nazionale. Nell’effettuare tale divisione non tiene conto dell’eventuale parte frazionaria del quoziente. Divide poi la cifra elettorale nazionale di ciascuna coalizione di liste o singola lista per tale quoziente. La parte intera del quoziente così ottenuta rappresenta il numero dei seggi da assegnare a ciascuna coalizione di liste o singola lista. I seggi che rimangono ancora da attribuire sono rispettivamente assegnati alle coalizioni di liste o singole liste per le quali queste ultime divisioni hanno dato i maggiori resti e, in caso di parità di resti, a quelle che abbiano conseguito la maggiore cifra elettorale nazionale; a parità di quest’ultima si procede a sorteggio;»

Chi volesse votare scheda bianca può stare tranquillo: resterà soltanto un’espressione del proprio dissenso.

De Immonditiae

Da una discussione su un forum. Un utente si rivolge a me con queste parole:

 

«Non ti ho chiesto di riportare tutta la vostra relazione sui problemi psicosocioeconomici che affliggono il sud Italia, ma solamente un paio di frasi per rispondere alla mia domanda ”perché certe cose succedono solo da voi?”»

Di seguito la mia risposta:

«Tralasciando la perplessità nel continuare a leggere questa distinzione “noi-voi”, vedrò allora di rispondere alla tua domanda, anche ripetendo ciò che già è stato detto, per lo meno da me.
Parlerò della Campania e in modo particolare di Napoli. Certe cose accadono solo a Napoli e dintorni, pardon accadono solo da noi, perché:

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180 a favore per l’Afghanistan

fonte: Ansa.it
Approvato il rifinanziamento per le missioni italiane all’estero.

Favorevoli: 180
Contrari: 2
Astenuti: 132 (Fi, An, Lega Nord)

Con un ampio margine di sicurezza, posso dire di aver ragione nell’affermare che la politica italiana consiste esclusivamente in una continua ed insulsa campagna elettorale. Per l’ennesima volta, vergogna.

Dr. Strangelove or: How I learned to stop worrying and love the bomb

fonte: Repubblica.it

La Corea del Nord prova l’atomica

«SEUL - “La sezione di ricerca scientifica ha condotto con successo un test atomico sotterraneo il 9 ottobre”. Con queste parole, l’agenzia di stampa ufficiale della Corea del Nord ha comunicato al mondo che il regime di Pyongyang ha dato seguito agli annunci della scorsa settimana e ha fatto esplodere la sua prima bomba atomica nel sottosuolo. E il mondo ha reagito con preoccupazione, proteste ufficiali e di piazza, fino alla condanna del Consiglio di sicurezza dell’Onu e alle parole di Bush che invocano una pronta risposta della comunità internazionale.A conferma della notizia, alle ore 10.36 locali (le 3.36 italiane) il sistema di monitoraggio dell’organizzazione per il Trattato per la messa al bando dei test nucleari ha registrato in Corea del Nord una scossa di magnitudo 4,0 Richter.»

Altro che Iran e Ahmadinejad, qualcuno fermi Pyongyang. Cercasi Peter Sellers disperatamente.
«Mein Führer, I can walk»La Corea del Nord prova l’atomica
Allarme per il test nucleare nordocoreano

Pagati per contare i tombini

fonte: Repubblica.it



PALERMO - C’è anche chi viene pagato per contare, ogni giorno, i tombini di una città. E c’è chi prende lo stipendio per controllare, ogni giorno, quanti sono quei loro colleghi che contano i tombini. Tutti hanno la qualifica di ispettori ambientali. Sono una settantina solo a Palermo e guadagnano 800 euro al mese. Prima erano precari, adesso hanno un lavoro fisso. Come quei 397 assunti senza concorso nelle aziende comunali. I loro nomi sono stati tenuti segreti per un po’.

Gli interessati e i loro sponsor si erano appellati alla tutela della privacy, il presidente per la protezione dei dati personali però ha preferito renderli pubblici per la legge sulla trasparenza. Non è stata una gran sorpresa: sono tutti parenti di uomini politici.

Nella Sicilia degli sprechi e degli imbrogli, degli accordi sottobanco, della Regione idrovora con i suoi stellari costi sanitari e i suoi debiti miliardari, si continuano a buttare soldi e a moltiplicare poltrone e compensi e consulenze. È sempre festa a Palermo. Si cancellano 1700 posti letto negli ospedali pubblici, si chiudono guardie mediche, ma quando c’è da assumere figli e mogli e cognati non si bada a spese. L’ha fatto anche il neo presidente dell’Assemblea regionale Gianfranco Micciché. Nello stesso giorno in cui annunciava tagli a Palazzo dei Normanni - venerdì 15 settembre - ha chiesto anche due autisti in più: voleva uomini di fiducia per i suoi spostamenti nell’isola per i prossimi quattro anni. E siccome le auto blu della Regione le possono guidare solo i dipendenti, il presidente del parlamento siciliano prima o poi sarà accontentato.

Con 15mila e 500 dipendenti e quasi 100mila stipendi pagati ogni mesi, la bancarotta della Regione non ci sarà certo per i due prossimi fortunati autisti.
È un circolo vizioso. Denaro investito per sperperare denaro. È il caso di quei settanta lavoratori di “Palermo Ambiente”, azienda costituita tra la Provincia e i comuni di Palermo e Ustica per la gestione integrata dei rifiuti. Formati in un corso finanziato in parte dalla Comunità europea, per sette anni sono stati precari e poi - nove mesi fa - l’assunzione a tempo indeterminato. Una cinquantina di loro ogni mattina esce dall’ufficio, sale in auto e va verso un quartiere. Lì cominciano a contare i tombini e le feritoie sui marciapiedi, quelle per il deflusso delle acque piovane. Poi tornano in ufficio con un foglio zeppo di numeri: la lista dei tombini di Palermo.

A volte ricevono l’ordine di fotografarli, uno per uno, rione per rione. Fino a qualche mese fa gli ispettori ambientali andavano in giro per le vie della città a intervistare i palermitani. Dovevano fare solo una domanda, sempre la stessa: “Palermo è sporca o pulita?”. Quell’altra ventina di ispettori ambientali è invece “distaccata” negli uffici con un compito specifico: controllare le presenze dei cinquanta che stanno fuori a contare tombini. L’amministratore delegato di “Palermo Ambiente” ha fatto sapere che “si tratta di una situazione temporanea e che le attività della società devono essere ancora delineate”.

Una notizia così non andrebbe neanche commentata, mi sembra superfluo. Lo zio Cuffaro provvede a tutto e il resto dell’amministrazione non sembra essere migliore. Mi domando se tra gli elettori di Cuffaro ci sia qualcuno con rimorsi. Non dico che le amministrazioni di sinistra sono tutte pulite, tutt’altro, tra nepotismo e sprechi alla Bassolino.
Qui, però, si è giunti veramente a livelli più che intollerabili. Non concludo con un secco “Vergogna” solo perché, vivendo nella Regione Campania, non sono in condizione di parlare, non ho la “coscienza pulita”; ma in effetti mi risulta veramente difficile.

La domanda è: chi ci salverà?