5 anni fa, più o meno a quest’ora, guardavo la tv. Improvvisamente le trasmissioni vengono interrotte e tutte le reti trasmettono edizioni straordinarie dei telegiornali. Come spesso accade, espressioni ripetute più e più volte diventano banali al solo sentire; non so chi per primo ha usato l’espressione «Il mondo non è più lo stesso», ma in effetti è stato così.E ai famosi complottisti chiedo di non prendere la cosiddetta controinformazione come oro colato, ma di soffermarsi attentamente e con la stessa dedizione anche sulle tesi che smontano ogni presunta prova di un attentato fasullo inscenato dal governo Bush.
E intanto la solita nuova minaccia che alimenta paura e impotenza di fronte agli eventi. E restiamo a guardare.
Iniziativa Lega contro aumento Iva previsto da dl Bersani (ANSA) - ROMA, 19 LUG - Nasce alla Camera l’Intergruppo per la difesa della Nutella: lo promuove il deputato della Lega Paolo Grimoldi. Dovra’ servire a “sensibilizzare il Parlamento e l’opinione pubblica sul provvedimento del Governo Prodi che prevede l’innalzamento dell’Iva sulla cioccolata dal 10 al 20%”. “La Nutella -dice Grimoldi- e’ simbolo di intere generazioni. Questo nuovo aggravio fiscale andrebbe a toccare le tasche di tutte le famiglie e in particolare di tutti i nostri figli”.
E no eh, la Nutella no! Aumentatemi tutto, ma non l’IVA sulla cioccolata. SuperBersani aiutami tu!
E nel frattempo crescono le tensioni per le liberalizzazioni disegnate dal governo Prodi. Liberalizzazioni che, tra l’altro, reputo un’iniziativa di “destra” e non di “sinistra”: questa mossa mi ha lasciato piacevolmente sorpreso. Mi auguro che si trovi presto un accordo decisivo. E anche qui devo informarmi meglio.
Ed ecco le sentenze del processo per lo scandalo definito dai più “calciopoli” (maledetta tangentopoli, guardate cosa ha provocato: adesso tutti gli scandali prendono questo suffisso).
Juventus in serie B, con una forte penalizzazione, non assegnazione dello scudetto 04/05 e revoca dello scudetto 05/06; Fiorentina e Lazio in B e Milan in serie A con 15 punti di penalizzazione per il prossimo campionato ed esclusione dalle coppe europee. Giustizia è fatta? Personalmente ne dubito, ma sempre meglio che niente.
E adesso siamo pronti ad assistere alla triste diaspora dei talenti azzurri e non solo: da Cannavaro a Zambrotta, da Buffon a Kakà , da Thuram a Vieira, e chissà quanti altri. Che tristezza.
Venendo alle questioni personali, ho cominciato timidamente ad affacciarmi al mondo universitario, senza però ancora aver preso una decisione sulla facoltà e corso di laurea da scegliere. Sono ancora troppo confuso. Nel frattempo non perdo tempo, e ho inviato la domanda per il test per Medicina e Chirurgia; al più presto farò lo stesso per Psicologia e per Ingegneria, quest’ultima che non è a numero programmato, ma necessita di un test attitudinale obbligatorio.
Qualcuno mi auguri buona fortuna per la scelta.
Il 61.3% dei votanti ha detto No alla riforma costituzionale promossa dal precedente governo.
“E’ stato un bel colpo”. Così Romano Prodi, arrivando al congresso della Uil, commenta il risultato del referendum costituzionale. “E’ stato uno dei tanti colpi”, aggiunge il presidente del Consiglio. fonte
Nell’ansia pre-seconda prova d’esame di maturità (greco), trovo il tempo per questa notizia.
ROMA - Berlusconi apre la manifestazione per il sì al referendum, a Roma, denigrando chi voterà no. “Nessun italiano può sentirsi degno di essere tale se domenica non sarà andato a dare il proprio sì alla Riforma, che darà a questo paese più democrazia e libertà - ha detto l’ex presidente del Consiglio -, è importante essere cittadini italiani al 100%, è importante domenica partecipare al cambiamento della Costituzione”.
Per intrattenere il pubblico in attesa che arrivasse anche Gianfranco Fini, Berlusconi ha esordito interpellando la platea: “Vi faccio una domandina semplice semplice e voglio una risposta franca: volete morire comunisti?” Il “noooo!” è stentoreo e allora Berlusconi, dopo aver commentato “Lo sospettavo”, va avanti con i pezzi forti del suo repertorio, riproponendo, dopo il terrore del comunismo, la teoria dei brogli elettorali, l’occupazione delle istituzioni da parte della sinistra e l’insulto agli elettori dell’altra parte. Per concludere però, con un’inattesa apertura: sì al dialogo se la legge sulla devolution non sarà accantonata dal referendum.
fonte: Repubblica.it
Continua l’appassionante saga del Berlusconi furioso, ma sembra non esserci nessun Astolfo disposto a recuperare il senno dell’ex Presidente del Consiglio sulla Luna.
Che la sconfitta bruciasse lo si era capito molto tempo fa, già durante la campagna elettorale, conclusa brillantemente con una gratificante consacrazione degli elettori di sinistra al grado di coglioni; e lo si è continuato a capire per l’ostinazione verso il conteggio di presunte schede non assegnate, ostinazione che non è affatto passata, vista la persistenza del leader di Forza Italia, che non ha mancato di ricordare i sedicenti brogli elettorali anche nel comizio di oggi.
Ma evidentemente non ci si è ancora resi conto di quanto sia stata bruciante la sconfitta di misura, poichè pare che “Nessun italiano può sentirsi degno di essere tale se domenica non sarà andato a dare il proprio sì alla Riforma”.
Il governo Berlusconi, nonostante la non rassegnazione dell’ex premier, pur essendo finito da oltre un mese, continua a portarsi dietro pesanti strascichi.
L’Istruzione è stato uno dei cavalli di battaglia della CdL, una presenza costante durante la campagna elettorale, eppure sembra proprio che il governo precedente abbia completamente abbandonato questo caposaldo del programma.
Concludo ringraziando di cuore il governo uscente, l’ex Ministro dell’Istruzione Letizia Moratti e tutti gli altri coinvolti [credo anche il Ministro degli Interni]. Grazie sentitamente, per questo bel regalo che ci avete fatto.
I maturandi ringraziano ancora: ci sentiamo veramente presi in considerazione. E meno male che le attenzioni maggiori dovrebbero essere rivolte ai giovani. Ah beh.
Il centrodestra conserva solo la Sicilia con Cuffaro, e si tiene a fatica Milano con la Moratti. Il centrosinistra vince nelle grandi città , prevale nei comuni minori e strappa al Polo Arezzo, Grosseto, Benevento, Crotone e la provincia di Reggio Calabria. Nel complesso, nei 23 comuni-capoluogo in cui si partiva da un rapporto di 12 a 11, i rapporti di forza si rovesciano: ben 14 all’Unione, solo 4 al Polo e 5 destinati al ballottaggio.
ROMA, 30 MAG - A spoglio ultimato, Cuffaro della CdL e’ confermato presidente della Regione Sicilia e a Milano Letizia Moratti diventa sindaco di Milano.Cuffaro ha battuto con il 53,08% Rita Borsellino (41,63%). L’ex ministro Moratti ha sconfitto con il 52% Ferante (47%). Tre riconferme per il centrosinistra che ha conquistato le altre tre grandi citta’ - Roma, Napoli e Torino -con Veltroni (61,4%), Rosa Russo Jervolino (57,8% ) e Sergio Chiamparino (66,6%). In 45 comuni si tornera’ a votare tra 15 giorni.
I numeri parlano abbastanza chiaramente, mi sembra. L’unica sconfitta rilevante è quella della Regione Sicilia, nonostante un’ottima crescita della Borsellino, ci si aspettava qualcosa di più.
Pessima la candidatura di Rocco Buttiglione a Torino, dove occorreva un candidato più credibile per battere il “fenomeno” Chiamparino: 66,6% mica bau-bau-micio-micio.
Che dire di Veltroni dato dalla destra come perdente annunciato, ex-sindaco: 61,4% contro un 37,1% di Giovanni Alemanno.
Milano non è più la roccaforte del centro destra, la cui posizione è stata messa fortemente in discussione: vince Letizia Moratti con 5 punti di vantaggio sull’avversarioFerrante.
Veniamo alla mia Napoli. Rosa Iervolino Russo è rieletta al primo turno con il 57% contro il 37,8% del candidato della CdL Franco Malvano, ex questore della città : mica cozze e vongole. Misero 3,5% per Marco Rossi Doria e la sua sfida impossibile, sconfitto in partenza. Irrilevante, quasi divertente lo 0,6% di Salvatore Lauro. [fonte ZooPolitoco.it]
E ora dateci solo un po’ di tregua. In bocca al lupo a tutti i sindaci, e auguriamoci un’intesa da ambo le parti a vantaggio delle città e dei cittadini: ne abbiamo bisogno, davvero.