Torno a casa e trovo nella cassetta della posta una lettera indirizzata a mia madre. Riconosco subito il simbolo della
Repubblica Italiana. Sulla busta c’è scritto qualcosa come “Questa busta contiene l’innovazione digitale per la tua famiglia” ora non ricordo bene, l’ho buttata.
La busta contiene una lettera del Presidente del Consiglio dei Ministri, Silivio Berlusconi, e un fascicolo di 48 pagine redatto dal
Ministero per l’Innovazione e le Tecnologie, il cui ministro è
Lucio Stanca.
Comincio a leggere e con non troppa sopresa rilevo un discreto numero di falsità , inesattezze, prese per i fondelli. La mia lettura inizia con la lettera del Presidente del Consiglio Berlusconi. Let’s go.
A circa metà lettera, cito testualmente:
Abbiamo anche promosso la diffusione dell’accesso a Internet con le connessioni veloci alla cosiddetta “larga banda”, che è l’autostrada digitale attraverso la quale vengono trasmesse quantità molto elevate di informazioni, di immagini e di dati.
Avrei qualcosa da ridire in proposito. La diffusione dell’accesso a Internet sarà stata pure promossa, ma mi pare stia avvenendo in tempi troppo lunghi, e ci sono moltissimi territori non coperti da servizi di connessione a “larga banda”. Poco più avanti, avvicinandosi la fine della lettera, leggo:
I progressi ottenuti in questi cinque anni sono evidenti: le famiglie italiane hanno raggiunto un livello elevato nell’uso di queste tecnologie. Non solo siamo il primo Paese europeo per la diffusione di telefoni mobili ma […] siamo all’avanguardia in Europa per crescita di accessi ad Internet e di connessioni veloci in “larga banda”.
Purtroppo non ho dati alla mano, ma credo di poter affermare a ragione che il nostro Paese detiene anche il primato [o comunque una posizione vicina alla vetta] delle tariffe più alte d’Europa. Non dimentichiamoci che, per esempio, in Francia il costo dell’Adsl è decisamente inferiore e la velocità maggiore.
Ma passiamo alla pubblicazione del Ministero per l’Innovazione e le Tecnologie. A pagina 7 si espongono “le iniziative per favorire l’acquisto e l’utilizzo di personal computer”. Non conoscendo bene le altre, commento solo l’iniziativa Vola con Internet, riservata ai sedicenni e consistente in un buono di 175€ per l’acquisto di un pc. Personalmente non ne ho usufruito, poichè avevo già un pc adeguato e le direttive non consentono l’acquisto di singoli componenti; mi limito solo a dire che da quanto ho saputo, almeno qui a Napoli, trovare un negozio aderente all’iniziativa non è cosa facile.
Non commento nulla fino a pagina 16, perché non conoscendo tali servizi/innovazioni vorrei evitare brutte figure. A pagina 17 si parla del Digitale Terrestre Interattivo, che però è stato un mezzo flop e solo ultimamente sta avendo una discreta impennata per via del Grande Fratello [che tristezza].
A pagina 19, capitolo 3, “Utilizzare le nuove tecnologie“, si dice:
Pertanto, accanto a incentivi e agevolazioni per l’acquisto del computer, è stato messo in atto un ampio processo di alfabetizzazione informaticam che ha coinvolto in prima battuta da un lato scuole e università , dall’altro le pubbliche amministrazioni, perchè dallo sviluppo delle competenze informatiche dei dipendenti pubblici parte il cambiamento organizzativo a vantaggio di una maggiore efficienza e qualità .
In effetti la mia scuola ha usufruito dei fondi governativi per i corsi ECDL [European Computer Driving Licence, e ho conseguito il Core Level (livello base) e l’Advanced Level per il modulo AM3, ossia editor di testo [leggi Microsoft Word] e sono prossimo a conseguire l’AM4 [foglio elettronico, leggi Microsoft Excel]. Tuttavia, nonostante conoscessi la semplicità del corso, volta infatti più ai totalmente estranei al mondo pc che a chi invece ha un po’ di “confidenza” [ho comunque imparato cose interessanti], sono venuto a sapere qualcosa che non mi ha propriamente entusiasmato. In questo articolo di Punto informatico, si legge:
Quella della ECDL è una storia molto particolare fatta di equivoci, di buona fede (in parte), di chimere e magiche prospettive lavorative spesso disattese. Se poi si vuole guardare in trasparenza si scopre che la patente non è nemmeno “europea”. Infatti “non esiste alcun sistema di certificazione o di qualificazione europea”, parola del commissario europeo Viviane Reding, in risposta ad una interrogazione del 2001 del deputato europeo Francesco Musetto. Ma ad oggi le cose non sono cambiate.
“Non esiste -quindi- alcun sistema di certificazione o di qualificazione europea“. Ma passiamo oltre esaminando un altro punto della prefazione del Capitolo 3 citata in precedenza. Si afferma che è stato messo in atto un ampio processo di alfabetizzazione informatica anche per la pubblica amministrazione. Recenti avvenimenti dimostrano però che di strada se ne deve fare ancora parecchia. L’episodio di Milano mette in luce l’analfabetismo sia dei dipendenti sia di vari esponenti della politica, a partire proprio dal sindaco Albertini e l’assessore Martella [leggete l’articolo di Paolo Attivissmo per capire la figuraccia].
Mi fermo qui, non conoscendo o non ritenendo degno di nota il contenuto del resto della pubblicazione.
Complimenti
Aggiornamento del 23/02/06
Segnalo questo interessante articolo pubblicato da Punto-Informatico riguardo i progressi (?) dell’ADSL nello Stivale. Buona lettura.