Hunziker: «Non faccio l’amore da un anno»

fonte: Corriere.it

MILANO - Michelle Hunziker non fa l’amore da un anno e vorrebbe innamorarsi di nuovo. Lo ha confessato la presentatrice svizzera 29enne al settimanale «Donna moderna». Ma la situazione è ancora peggiore: non solo non fa sesso da un anno, ma avrebbe ricevuto addirittura due-rifiuti-due in pieno viso. Uno da un ragazzo che si è dichiarato gay (e passi…), ma l’altro da un uomo che ha apertamente rifiutato l’ex fondo schiena perfetto della pubblicità dell’intimo di «Roberta». E no, questo non può passare sotto silenzio.

O cielo, no! E adesso come si fa. Che sia giunta l’Apocalisse? Moriremo tutti? È la definitiva debacle della razza umana?
Ma anche no. Dico, ma chi se ne frega se la Hunziker non fa l’amore da un anno. Tralasciando il fatto che ogni anno rilascia dichiarazioni del genere (per cui si potrebbe dedurre che l’astinenza della Hunziker sia molto più lunga), mi stupisco come un quotidiano come il Corriere possa dare spazio ad una notizia del genere.

Anche se, a pensarci bene, anche il mio autorevole blog ne sta parlando; beh, autorevole, si fa per dire.

[TV] L’invasione dei servizi per cellulari

Stamattina guardavo Italia 1 e mi sono accorto di una cosa interessante. Potrebbe sembrare un’osservazione paranoica, da psicopatico, ma la cosa mi frulla in testa da qualche giorno.
In pratica ho contato le pubblicità, e per 2 volte consecutive ho notato che 6 spot su 8 reclamano servizi assortiti per telefoni cellulari: suonerie in primis, ma anche loghi, sfondi animati, oroscopo, presunti calcolatori di affinità di coppia e via dicendo.

6 su 8, ossia il 75% del numero totale, quasi 4 minuti di pubblicità per cellulari. Ovviamente c’è da considerare la fascia oraria e la rete televisiva, che in questo caso ha un target giovanile. Ma il fenomeno è abbastanza frequente anche su altre reti e in altre fasce orarie.

Si tratta di una vera e propria invasione. Onestamente non mi dà alcun fastidio, anche perché guardo sempre meno la televisione e soprattutto solitamente non guardo le pubblicità. Ma volevo riflettere su questa ondata di servizi banali, costosi, vincolanti.

La banalità e soggettiva: sinceramente non sono interessato né a suonerie né ai loghi né altro, ma ovviamente mi rendo conto che una larga fetta di consumatori ne usufruisce.
Il costo è eccessivo, sempre a parer mio, ed aumenta costantemente. Non solo, ma adesso tutti (e sono davvero tanti) i fornitori di questi servizi attivano automaticamente un abbonamento al primo acquisto di un determinato prodotto. Abbonamento che implica un incasso settimanale garantito, a meno che non si scelga subito di disdirlo. Tempo fa questo caso fu denunciato in TV, mi pare a Mi manda Rai Tre, perché le compagnie non comunicavano l’attivazione di un abbonamento. Adesso si sono messe in regola con la solita scritta minuscola e con uno sfuggente “Invia un SMS e attiva l’abbonamento etc.”.

La mia riflessione verte su questa domanda: ma che giro di soldi c’è dietro questo business? Non ho dati alla mano [e anzi se qualche possidente di molto tempo libero ne sapesse qualcosa in più mi sarebbe d’aiuto], ma il proliferare di queste società mi induce a credere che si guadagna, e anche bene.

E pensare che una volta [eh sì, concedetemi un nostalgico rimando al passato] le suonerie erano testuali e gratuitamente reperibili su Internet, così come i loghi, gratuti anche quelli. Ah il bel tempo che fu…

[TV] Censurato lo spot Amica Chips, patetici.

Bloccato lo spot con Rocco Siffredi.


MILANO - Niente più passaggi pubblicitari per Rocco Siffredi. «Lo spot ‘Patatine Amica Chips’, andato in onda nei mesi scorsi sulle reti Mediaset, viola gli articoli 1 (lealtà pubblicitaria), 9 (Violenza, volgarità, indecenza) e 10 (Convinzioni morali, civili, religiose e dignità della persona) del codice di Autodisciplina Pubblicitaria e pertanto il Giurì ne dispone la cessazione». A darne comunicazione direttamente al Moige, il Movimento Italiano Genitori, che dopo aver ricevuto centinaia di segnalazioni di genitori aveva formalmente protestato per la volgarità dello spot con protagonista il pornodivo, è stato lo Iap Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria.

Non ho nessuna intenzione di fare un’apologia dello spot in questione, onestamente non me ne importa poi tanto. Ma fatemelo dire, voi del Moige siete patetici, come anche il provvedimento preso. Perché? Ve lo dico subito.
Si legge che “Lo spot ‘Patatine Amica Chips’, andato in onda nei mesi scorsi sulle reti Mediaset, viola gli articoli 1 (lealtà pubblicitaria), 9 (Violenza, volgarità, indecenza) e 10 (Convinzioni morali, civili, religiose e dignità della persona) del codice di Autodisciplina Pubblicitaria e pertanto il Giurì ne dispone la cessazione”. Ridicolo. Lo spot in questione ironizza sulla figura dell’ex-pornodivo Rocco Siffredi, ed è giocato interamente sul doppio senso a sfondo sessuale. Personalmente lo trovo divertente, ma mi rendo conto che ad alcuni possa non piacere, o possa risultare di cattivo gusto. Mi irritano le proteste e il vanto di questa associazione che, se provvede solo a questo genere di cose, è ridicola. Perché? Perché i vostri figli guardano Amici, Uomini e Donne, Buona Domenica, Grande Fratello e voi non protestare più di tanto.
Un programma come Amici, destinato ad un target di giovani e giovanissi (leggasi bambini) è decisamente più violento, volgare, psicologicamente debilitante di uno spot “sessualmente ironico”. Lasciate che i vostri figli assistano ad una realtà mascherata da comparse, attori, gente del mestiere che spaccia la sceneggiata quotidiana come fatto reale; lasciate che i vostri figli guardino le cafonate di Platinette e le bambinate del pubblico inferocito, che venderebbe l’anima al diavolo pur di guadagnarsi “un’inquadratura” in più. Siete patetici.
Non sono uno psicologo, né ho mai fatto studi in proposito, ma non ci vuole molto per capire che ore di litigi tra persone -apparentemente- reali sono molto più pericolose di 2 minuti di pubblicità sessualmente allusiva.
Ne andate pure fieri di questa “vittoria”. Bene, ora però attacate Amici, Buona Domenica, Uomini e Donne, Domenica In, Grande Fratello, Fattoria, Studio Aperto [e sì, non venitemi a dire che uno spot allusivo sia pericoloso, mentre interi servizi di un finto telegiornale trasmettono tette e culi a volontà], Al posto tuo, e tutti i programmi di politica, perché lì ci si scanna di brutto. Fatelo e vi guadanere un po’ di rispetto e un tantino di credibilità, perché ora come ora fate ridere -o forse no- .

[TV] Tempesta di critiche su Amici

Tra una visita e l’altra al sito di Repubblica, mi imbatto in una notizia che, secondo il mio modesto parere, arriva troppo tardi. Veniamo a noi.

Nell’articolo si cita un grazioso episodio accaduto nel corso della puntata di Amici di Maria De Filippi in onda nella prima serata di Domenica 26 Febbraio. Per farla breve, la nota opinionista, nonchè autorevolissima voce della TV italiana [bah] Platinette, al secolo Maurizio Corazzi, ha gentilmente definito una ragazza del pubblico “stronza” e “brutta stronza“. Sfortunatamente, non essendo un appassionato di Amici, mi sono perso un così glorioso momento della TV italiana. Sono profondamente amareggiato.
Ed ecco che si scatena una bufera di critiche da parte delle associazioni dei consumatori. Nell’articolo di Repubblica, si legge che il Codacons ha dichiarato:

“E’ davvero spiacevole ciò che è avvenuto ieri e infatti sono numerose le segnalazioni di protesta che ci stanno giungendo da parte di telespettatori e genitori, amareggiati per le volgarità espresse in diretta tv”. Il Codacons ha anche sottolineato di essere “dispiaciuto” per il fatto che “Platinette, uno dei personaggi più intelligenti e di cultura del panorama televisivo italiano, sia inciampato in questo spiacevole incidente”.

Lasciando da parte l’autorevolezza di Platinette [di cui per par condicio segnalo il blog], non critico tanto l’appellativo di stronza nei confronti della ragazza [o signora, non si capisce bene dalle fonti che ho trovato sulla rete], che magari se lo meritava pienamente [è probabile considerata la grandissima esperienza del pubblico dei programmi della De Filippi], ma mi soffermeri su come questi programmi, destinati ad un pubblico prevalentemente fatto di giovani e giovanissimi, bambini inclusi, sia volgare e violento quanto un film d’azione o uno di quei videogames tanto criticati dagli esperti [esperti di che poi non si sa, visto che quando si parla di videogames l’esperto è sempre un giornalista comune o uno psicologo, mai un giornalista del settore, un programmatore, un esperto di pixel shader o di bump mapping].
Qui si parla di realtà [ok c’è da ridire su questo, in effetti]; intendo, uno spettatore assiste, spesso in diretta, a scene di violenza inaudite. Per violenza non pensiamo solo a violenza fisica, due persone che si prendono a pugni [cose che comunque accadono] ma anche a violenza psicologica. Un bambino di 7 anni che assiste tutti i giorni ad una serie infinita di scontri verbali, fatti di ******** e ******* e ancora ******, tra due persone non molto distanti dalla sua realtà, come viene fuori? Nei programmi destinati a lui non vede altro che gente che litiga, costantemente; poi arrivano quelli del pubblico, quelli un po’ più grandi, da cui ci si aspetta maturità, pacatezza. E invece proprio loro aizzano la folla, mettono altra carne al fuoco, girano e rigirano il dito nella piaga. Per cosa poi? Per avere 10 minuti di visibilità a sera; mi sta anche bene, ma dove ce l’hanno questa visibilità? Ad Amici di Maria De Filippi :| Che tristezza.