«Roma - A ridosso di una settimana di fuoco, ieri in serata i rumors si sono concretizzati: Google ha confermato l’acquisto di YouTube per 1,65 miliardi di dollari. Una notizia attesa dai media che in questi giorni, dal Wall Street Journal al Washington Post, hanno fatto a gara per raccontare la tremebonda attesa degli analisti e del mercato per una notizia che era nell’aria.
[…]
L’acquisto offre soprattutto a Google la possibilità di recuperare posizioni in un settore, quello del multimedia e dell’IPTV, in cui è rimasto indietro perdendo posizioni non solo rispetto al suo nuovo acquisto ma anche da MySpace Videos, l’area video del celebre portale di Murdoch.
Ora tutto cambia e bisognerà vedere come i grandi rivali di BigG, in primis Microsoft e Yahoo!, reagiranno al “colpaccio” messo a punto dagli strateghi del Googleplex.»
Dopo i grandi acquisti di Pyra Labs (creatori di Blogger), Picasa (da Idealab), Keyhole (Google Earth) dopo il lancio di Google News, Google Talk e tanti altri, Google acquista YouTube, non pago dei risultati ottenuti con il proprio Google video. Come si legge anche nell’articolo di Punto Informatico, il colosso di Mountain View non è riuscito nel suo intento di scalzare i rivali nel settore dell’IPTV, in primis il neo-acquisto e MySpace Videos; per ovviare a questo insuccesso, la società fondata da quei due geniacci di Larry Page e Sergey Brin ha deciso di risolvere il problema alla radice, rilevando l’antagonista nel settore multimedia. Una mossa che farà impazzire la borsa e gli analisti di mercato, con tanto piacere degli azionisti di Google.
Come al mio solito, dimentico tutto il percorso, ma alla fine l’importante (in questo caso) è il punto d’arrivo.
Dunque, durante un’esplorazione della blogosfera italiana sono arrivato su Photographer’s Life. Oltre ad aver notato che si tratta di un blog molto interessante, e non lo dico per arruffianarmi il blogger di turno ma per reale ammirazione, la mia attenzione è ricaduta su un video di YouTube scoperto dal blogger e gentilmente condiviso con la rete. Il 46enne americano troubleclef è decisamente portato per la chitarra. Non so cosa faccia nella vita, ma so per certo che è un ottimo chitarrista.
A prima vista (e primo ascolto), il mio occhio (e il mio orecchio) si è soffermato su Love of my life dei Queen, Andmoreagain dei magnifici Love, Bohemian Rhapsody e Martha my dear dei Beatles. Ho molto apprezzato proprio quest’ultima, di conseguenza la ospito nel mio blog.
I miei pochi, ma sempre fedelissimi, lettori potrebbero aver notato un po’ di discontinuità creativa e una certa frettolosità , brevità dei post. Il titolo del post vuole enunciare le cause e gli avvenimenti recenti e/o in corso.
Tra il passato e il futuro si pone sempre il presente e così gli studi cominciano a pressare e pesare, nonostante sia pienamente convinto della scelta che ho fatto (a breve sarò ufficialmente una matricola). Conseguenza ovvia è un minor tempo a disposizione, da distribuire preferenzialmente per le svariate faccende di routine; per adesso, è il mio caro blog, cui tengo davvero molto, a pagarne le maggiori spese, con post brevi, distanziati nel corso di due o tre giorni, poco elaborati e privi della mia personale e consueta passione di porre in parole pensieri, idee e quant’altro ritengo interessante, potenzialmente per lo meno. Assenze e impegni.
E tra gli stimoli non bisogna considerare solo quelli relativi al futuro studentesco e più in là (ma molto più in là , proprio tanto) professionale. C’è sempre qualche vecchio proposito ricoperto di polvere, accantonato in un angolo non illuminato per quello che doveva essere solo un momento, momento che come sempre dura un’eternità . E allora, forse, potrebbe essere l’occasione buona per rispolverare il vecchio pallino, un chiodo fisso messo da parte ma mai tramontato in maniera definitiva. In attesa di un deciso e decisivo impulso di creatività , non perdo tempo e do vita alla prima demo. Chissà , forse stavolta (e qui bisognerebbe contare tutte le volte in cui ho pensato e detto la stessa cosa) si tratta dell’occasione giusta per prendere carta e penna e rifinire un pugno di note. Ritorni.
Resta un solo punto da chiarire, gli Addii. Sospeso tra la vita e la morte, ogni giorno un’agonia, quando anche il gesto più semplice diventa difficoltoso, doloroso, estenuante. Movimenti impacciati, lucidità alterna, voce impastata, crisi di nervi indotti da un’evidentemente ormai cosciente condizione di prossimità della fine. Tutto questo assente fino a due mesi fa, ma facilmente immaginabile da tempo. Questa volta, però, il tempo mi è stato amico, mi ha dato l’opportunità di prepararmi all‘inesorabile per eccellenza, concedendomi di vivere una situazione così spiacevole con più serenità . Eppure, ora che i giorni si superano con fatica e angoscia, mi rendo conto di non essere poi così sereno come credevo. Quando andrà via soffrirò più di quanto avessi pensato. Ho capito che in fin dei conti non sono capace di stringere il cuore, non io, non adesso.
Per coinciliare questo miscuglio di emozioni contrastanti voglio condividere con i miei lettori (questa espressione mi ricorda vagamente il Calvino di Se una notte di inverno un viaggiatore) una canzone cui sono molto legato.
Si tratta di una canzone degli intramontabili Beatles, sì, sempre quei quattro di Liverpool che mi hanno cambiato la vita. La canzone in questione è I’ll follow the sun, dall’album Beatles for sale, 1964, album che molti considerano come il più scadente dei Fab Four. Su YouTube ho trovato un simpatico cartone animato, in inglese, avente come colonna sonora proprio la suddetta canzone. [Leggi il testo]
Era diventato famoso con questo video amatoriale, ideato per gioco e inserito sul suo sito web. Un incredibile quanto inaspettato successo lo aveva condotto al silenzio e al “ritiro dalle scene” quando tv e giornali bussarono alla sua porta. Prontamente ravvedutosi, Gary Brolsma [che gode anche di una citazione su Wikipedia], diciannovenne del New Jersy, ritorna con una nuova playback-dance. A scopo di lucro.
Nel sito, semplice e immediato [insomma, nulla è stato lasciato al caso, anzi], è disponibile la versione mp3, la versione ad hoc per iTunes e, immancabile, il ringtone per telefono cellulare. E il contest lascia intendere che Gary abbia fatto le cose in grande. Del resto ci penseranno gli sponsor a pagare, oltre agli eventuali introiti per la vendita dei gadget.
Insomma, l’avversione alla popolarità iniziale sembra adesso non solo superata, ma anzi convertita in prospettiva di guadagno. Hai capito il cicciotto Gary…