Nelle ultime settimane ho espresso in più di un’occasione la mia perplessità sulle elezioni politiche del prossimo Aprile. Nella fattispecie, tra blog e forum, ho affermato (prendendo in prestito una massima di Arthur Schopenhauer) di essere come un pendolo che oscilla tra il Partito Democratico e la scheda bianca.
A questa mia affermazione, più di una volta è seguita una risposta di un blogger o di un utente che cortesemente mi metteva a conoscenza del fatto che, in base alla legge elettorale attualmente in vigore (legge n°270 del 21 Dicembre 2005, scritta ed entrata in vigore durante il governo Berlusconi dal Ministro Calderoli: sì, la famosa legge Porcellum), il numero totale delle schede bianche rientra nel premio di maggioranza. In questo modo, consegnare una scheda bianca significherebbe contribuire all’assegnazione di più seggi per il partito o la coalizione che ha ottenuto più voti. In particolar modo, sono stato ammonito perché consegnando scheda bianca favorirei il ritorno di Berlusconi (avvenimento quantomai realistico in questo momento, ma non auspicato dal sottoscritto).
Dopo che anche Narko, ieri, mi ha fatto notare la cosa, credo che un breve post di chiarimento possa essere interessante, nonostante sia un argomento trattato in diversi sedi di discussione on-line.
Non è assolutamente vero che le schede bianche fanno parte del premio di maggioranza. È una delle solite bufale di carattere politico, come la bufala della perdita del diritto di voto dopo aver deciso di non votare per tre volte consecutive. Le schede bianche in nessun modo influiscono sul premio di maggioranza e restano semplicemente bianche (a meno di scandalosi brogli elettorali a mio parere non così facili da realizzare).
Sul sito del Parlamento è disponibile il testo della legge. In particolare, cito la modifica dell’articolo 83 del decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957, comma 4:
«tra le coalizioni di liste di cui al numero 3), lettera a), e le liste di cui al numero 3), lettera b), procede al riparto dei seggi in base alla cifra elettorale nazionale di ciascuna di esse. A tale fine divide il totale delle cifre elettorali nazionali di ciascuna coalizione di liste o singola lista di cui al numero 3) per il numero dei seggi da attribuire, ottenendo così il quoziente elettorale nazionale. Nell’effettuare tale divisione non tiene conto dell’eventuale parte frazionaria del quoziente. Divide poi la cifra elettorale nazionale di ciascuna coalizione di liste o singola lista per tale quoziente. La parte intera del quoziente così ottenuta rappresenta il numero dei seggi da assegnare a ciascuna coalizione di liste o singola lista. I seggi che rimangono ancora da attribuire sono rispettivamente assegnati alle coalizioni di liste o singole liste per le quali queste ultime divisioni hanno dato i maggiori resti e, in caso di parità di resti, a quelle che abbiano conseguito la maggiore cifra elettorale nazionale; a parità di quest’ultima si procede a sorteggio;»
Chi volesse votare scheda bianca può stare tranquillo: resterà soltanto un’espressione del proprio dissenso.
Credete anche voi che si stia leggermente esagerando? Considerando soprattutto la fetta di mercato cui è destinato questo surrogato di prodotto.
Saranno i vent’anni che suoneranno tra qualche mese, ma ho la sensazione di aver perso dei pezzi per strada, di non ricordare qualcosa, di non capire. Ve lo immaginate un ragazzino sui tredici anni, tanti brufoli e capelli unti, che dichiara il suo interesse per una coetanea, altrettanto brufolosa e con i capelli altrettanto unti, con questa suoneria? Sì, ok, già il concetto di regalare una suoneria è fuori da ogni logica razionale e sentimentale, ma questo è un caso limite.
Non so, ho la sindrome del Moralizzatore.
Provo a fare qualche telefonata ad un paio di ragazze, esordisco con «Ciao, bella topolona!». Chissà che ne viene fuori, magari trovo l’amore della mia vita.
Devo ammetterlo, un feedreader ti cambia la vita: quella di blogger si intende.
Ho sempre utilizzato i LiveBookmarks di Firefox per seguire quotidiani, un paio di blog e qualche sito interessante. La mia blogroll, invece, è sempre stata restia all’uso dei feed, men che meno all’uso di un feed reader vero e proprio. Tant’è che dopo un brevissimo periodo di prova, ho deciso che di un feed reader non avevo bisogno.
Tuttavia le cose cambiano col tempo. Stanco di aprire dalle 5 alle 15 schede per volta? Sì. Stanco di dover aspettare il caricamento di pagine e pagine per poi scoprire che il blog di turno non è aggiornato dal 15 maggio? Decisamente. Ecco peché un feed reader mi fa comodo ed ecco perché Liferea mi è subito tornato in mente.
sudo apt-get install liferea
e Liferea è pronto per l’uso (tu sia benedetto, apt-get).
Liferea sta per Linux Feed Reader, naturalmente open source e dall’aspetto minimal-gradevole tipico del software per Gtk/Gnome . È un po’ come scoprire l’acqua calda o accorgersi di about:mozilla (solo per Firefox users), ma la semplicità di configurazione (ho dovuto configurare qualcosa?), di gestione dei feed e di consultazione degli stessi è estrema. Ma perché utilizzare un feed reader quando con n browser faccio le stesse operazioni? Perché in questo modo i tempi si dimezzano. Non si ha bisogno di caricare un’intera pagina con tutti gli oggetti presenti, ma solo il testo degli articoli, puro e semplice. Sta poi all’autore del feed decidere se utilizzare un feed completo o ridotto, più che altro dipende da esigenze personali (ho una certa preferenza nel leggere i feed completi).
In base alle proprie preferenze si sceglie se aprire i link (del post e dei riferimenti in esso presenti) nel proprio browser o all’interno dello stesso Lifera. La seconda, si rivela una scelta consigliata per facilitare l’inserimento di commenti.
A chi ancora non ne utilizzasse uno, consiglio vivamente di cominciare a farlo, perché l’us di un feed reader è diventato essenziale già da alcuni anni e dopo due settimane di utilizzo non riesco a capacitarmi di come abbia “vissuto” senza per tutto questo tempo.

Tra esami e angoscianti attese per i risultati, ventola per chipset distrutta e organizzazione di un “piano rifiuti” basato sulla raccolta differenziata (Pepenero mi ha ricordato che non posso trascurare il vil denaro) ho qualche problema a fare tutto.
Qualcuno, per caso, sa dirmi dove posso trovare il bilancio dell’A.S.I.A. S.p.a.? Sarebbe un bel passo in avanti per spostarsi dal teorico e agire sul pratico.
Wordpress aggiornato con successo e facilità. Finalmente, direi. Ringrazio Giuseppe (che tra l’altro pubblica sempre scatti molto interessanti) per la breve consulenza: alle volte non riesce a capire che la soluzione migliore è quella più semplice
Ho un piccolo problema con gli accenti e punti esclamativi: dovrei correggerli tutti uno alla volta, per un problema di codifica dei caratteri. Un lavoro estenuante, quindi se vi dovesse capitare di leggere qualche simbolo strano, giocate al piccolo interprete e scoprire se si tratta di una lettera accentata o di un segno di punteggiatura.
Ora, c’è per caso qualche lettore, anche di passaggio, che consiglia un template sobrio, gradevole e funzionale? Sarebbe perfetto.
AGGIORNAMENTO: neanche il tempo di fare l’upgrade che oggi viene rilasciata la versione 2.3.3. Per fortuna, grazie ai ragazzi di Wordpress Italy basta soltanto sostituire i file che hanno subito delle modifiche, senza dover installare di nuovo tutto.
Oggi, Sabato 2 Febbraio 2008 (02/02/08) dichiaro ufficialmente guerra allo spam via email e alle catene di Sant’Antonio.
In un Sabato pomeriggio piovoso e dal futuro incerto, ho deciso che non ho più voglia neanche di perdere tempo a cancellare le vostre catene inutili, fuorvianti e di pessimo gusto. Basta inoltrare appelli per donare il sangue al piccolo bimbo malato di leucemia. Sulle malattie non si scherza, chi vuole donare il sangue lo dona e basta: se una catena di Sant’Antonio, che tra l’altro diffonde un messaggio fasullo intasando i centralini degli ospedali (dove il personale lavora per salvare vite, non per gigioneggiare), vi spinge a donare il sangue allora siete superficiali e ipocriti. C’è sempre bisogno di sangue, sempre, quindi chi ne ha voglia può farlo quando gli pare.
Basta con le intimidazioni del tipo “Invia questa mail a 43 persone e sarai fortunato, altrimenti morirai in una pozza di vomito verde”. Basta con la solita storia di AOL che dona soldi per ogni email inoltrata (buon senso che fine hai fatto?). Basta con le catene infarcite da citazioni (completamente false) copiate e incollate dal blog di Beppe Grillo.
Da oggi siete posta indesiderata, anche gli amici e soprattutto gli pseudo-tali, che non vedo e non sento da oltre un anno, ma sono sempre pronti ad inviare una ridicola e patetica email.
E speriamo che i filtri funzionino a dovere. E se non dovessero funzionare, allora sarà il caso di pensare a qualcosa di più drastico.
Questo è SPAAAAAAM!